MT e linguaggio: tecnologie contrastanti?

 Categoria: Strumenti di traduzione

L’articolo che segue è una traduzione libera a cura di Giovanni Natoli dell’articolo di Alexander Gross “MT and Language: Conflicting Technologies? – Ariadne’s Endless Thread” pubblicato sullo Sci-Tech Translation Journal nell’ottobre del 1993. Per una precisa scelta del traduttore, la dicitura MT è stata mantenuta ovunque.

In un precedente articolo (Where Do Translators Fit Into Machine Translation? cioè “Dove i traduttori si adattano alla traduzione automatica?”), ho cercato di porre una serie di domande filosofiche, linguistiche e pratiche ai membri della comunità MT durante una delle loro maggiori conferenze internazionali. Dato che la risposta a tali domande è stata poco fragorosa, vorrei ora suggerire alcune possibili risposte ed ipotesi relative a questi argomenti. E’ emersa un po’ di amarezza all’interno dei dibattiti all’interno di MT di cui parlavo sopra, perciò vorrei enfatizzare ancora una volta che nessuna persona dotata di senno si oppone alla MT in cui lavora. La domanda è più di tipo teoretico, anche se comunque ricca di applicazioni pratiche, e riguarda quanto in là MT sia capace di migliorare e perché ci è voluto così tanto affinché raggiungesse la sua attuale condizione. In questa discussione mi propongo di affrontare sia il linguaggio MT sia il linguaggio umano come specifiche “tecnologie”, un approccio che può sembrare tanto ovvio per il primo quanto sorprendente per quanto riguarda il secondo.

Non è così difficile mostrare che MT ha in sé un qualche tipo di tecnologia. La riduzione della conoscenza a bits e bytes, la costruzione di algoritmi, la creazione di programmi sono tutti processi a noi familiari da altre branche della tecnologia per computer. E infatti sin dall’inizio pionieri del campo dei computer come Turing, Shannon e Weaver hanno visto MT come un’applicazione dal ricco potenziale. Anche in termini commerciali e pratici, MT sembrerebbe a prima vista aver passato tutte le fasi comuni alle tecnologie:

1. Bisogno (o bisogno percepito).
2. Determinazione di attuabilità tecnologica.
3. Valida strategia di finanziamento.
4. Ricerca di base e sviluppo.
5. Preparazione e verifica di prototipi.
6. Ulteriori miglioramenti e sviluppi.
7. Lancio di prodotti commerciali.
8. Pubblicità e marketing.
9. Formazione nell’uso per operatore e consumatore.

Tuttavia, un’analisi più attenta di queste fasi rivela numerosi punti su cui MT potrebbe essere venuta meno. Si può sostenere, per esempio, che il “bisogno o il bisogno percepito” per MT non è stato mai dimostrato a sufficienza, dato che non è mai esistita alcuna figura affidabile relativa al reale o potenziale volume globale di materiali per cui era richiesta traduzione né del numero o delle capacità di traduttori umani pronti a tradurli, né – infine – dei reali o potenziali benefici economici da raccogliere introducendo questo nuovo metodo.
Ulteriori riserve potrebbero essere espresse riguardo il processo di base di “ricerca e sviluppo” dal quale MT ha preso forma. Essenzialmente tutta la “linguistica computazionale” è stata basata su o è cresciuta a partire dalla preventiva teorizzazione della linguistica convenzionale. Ma per alcune decadi lo studio della linguistica, mai stata una scienza rigorosa con cui iniziare (malgrado alcuni sforzi per renderla tale), è stato soggetto a un processo di crescente decadenza e mistificazione. Tale processo si è spinto così in là che i dipartimenti di Linguistica sono stati disciolti in due importanti università, e molti studenti oggi vedono questo campo come degno di meno attenzione rispetto alla sociologia.

Una più approfondita discussione del lato linguistico sarà posposta fin quando non avremo avuto l’opportunità di capire se, e in caso, come la lingua in sé possa essere considerata una tecnologia. Possono elencarsi ulteriori obiezioni relative a quanto MT abbia tenuto fede alle altre tre fasi del nostro profilo – vale a dire lancio di prodotti commerciali, pubblicità e marketing, e formazione dell’operatore o del consumatore -, ma per ora sarà meglio sorvolare anche questo argomento.

Traduzione a cura di:
Giovanni Natoli
Traduttore EN>IT
Perugia