Machine Translation Post Editing

 Categoria: Strumenti di traduzione

Con tanti sostenitori della sua utilità e un numero ancora maggiore di professionisti che vi si oppongono fermamente, il Machine Translation Post Editing (MTPE) è sicuramente una delle innovazioni più discusse e controverse del settore della traduzione in questi ultimi anni.

In questa modalità di lavoro, un testo elaborato con la Machine Translation viene poi revisionato da un traduttore umano, che porta il testo tradotto in modo automatico al livello qualitativo di una traduzione effettuata da un professionista, correggendo errori e apportando tutte le modifiche necessarie a rendere il testo corretto da ogni punto di vista.

Molti traduttori hanno una visione decisamente negativa del post-editing, basata su argomentazioni dettate dall’esperienza nel settore; gli svantaggi che vengono più spesso evidenziati riguardano principalmente il grado di qualità del testo finale che viene prodotto: si teme infatti che, nonostante l’intervento umano, il testo non abbia realmente le stesse caratteristiche di una traduzione effettuata completamente da un professionista. Un secondo argomento decisamente importante che viene portato in opposizione al post-editing riguarda le tariffe: un flusso di lavoro di questo genere comporta potenzialmente una produttività incredibilmente più elevata rispetto a quella raggiungibile traducendo interamente il testo, per cui le tariffe offerte sono più basse di quelle consuete per incarichi di traduzione vera e propria.

Entrambi questi ragionamenti hanno sicuramente un fondo di verità, ma sono da discutere più a fondo. Per quanto riguarda il primo caso, il testo elaborato con un processo di post-editing ha una qualità inferiore solamente se il traduttore che se ne occupa non presta attenzione sufficiente alle parti da modificare; la sintassi e lo stile potrebbero apparire leggermente differenti da quelli prodotti da un traduttore umano, ma questo non significa necessariamente che siano errati o poco scorrevoli. In un tipo di lavoro di questo genere, come in una normale traduzione, dipende tutto dal traduttore e dalla precisione con cui esegue l’incarico. Anche la questione delle tariffe è sicuramente vera, ma essendo queste basate essenzialmente sulla produttività, il guadagno ottenuto non è poi inferiore; anche solo considerando il tempo risparmiato a scrivere intere frasi, rispetto che a correggerne alcune parti, fa capire facilmente quali siano i vantaggi quantitativi del post-editing.

D’altra parte, i traduttori che lavorano con questa modalità e che la conoscono quindi in modo relativamente approfondito non hanno dubbi sui vantaggi che comporta. Partendo sempre dal concetto di base che il post-editing non sia adatto a ogni tipo di testo, ma particolarmente conveniente nel caso di testi tecnici, l’utilizzo di questo processo in combinazione con i vantaggi offerti dai CAT tool permette di massimizzare la produttività senza rinunciare alla qualità, consentendo di rimanere competitivi in un settore in cui la tecnologia è ormai fondamentale e irrinunciabile. Sicuramente, cercare di evitare questa modalità di lavoro non può che essere controproducente e svantaggioso per un traduttore; il post-editing è sempre più richiesto e utilizzato ed è necessario accettare il fatto che rappresenti il futuro nell’ambito traduttivo.

Autrice dell’articolo:
Annalisa Nuvoli
Traduttrice freelance EN/DE/RU > IT
Genova