La tecnologia sostituirà i traduttori?

 Categoria: Strumenti di traduzione

È indubbio che in questi ultimi anni la tecnologia stia facendo progressi da gigante, soppiantando in alcuni settori il ruolo base che l’uomo assumeva nello svolgere determinate mansioni. Sarà questo anche il futuro dei traduttori? Di recente è stato pubblicato un articolo su Repubblica in cui viene svelato come Ashish Venugopal l’ideatore di Google Translate, il noto motore di Google che permette a milioni di persone nel mondo di traduttore in maniera più o meno grammaticalmente corretta frasi in lingue che vanno dall’arabo allo yiddish passando per lo swahili e il persiano, abbia improntato le basi del suo programma su un approccio di tipo statistico: per tradurre un vocabolo da una lingua A ad una lingua B non ci verrà più detto quale regola applicare (questo metodo di traduzione appartiene alla vecchia scuola) ma il nuovo sistema ci darà qualcosa in grado di funzionare sempre, forse non corretta, ma che comunque funziona. Il potentissimo computer del dottor Venugopal basa le sue deduzioni tra documenti tradotti in tutte le lingue dell’Onu e scava inoltre tra i classici della letteratura e delle religioni. In questo modo si può creare una base statistica di incidenza delle parole e voilà, il gioco è fatto.

Ma basta davvero questo computer, seppur potente, a scalzare il primato del traduttore in carne e ossa, che ha studiato lingua e cultura di un determinato paese, passato notti insonni sulla dura grammatica araba e sulle flessioni del cinese e vedere così il suo lavoro rimpiazzato da un automa? A tal proposito mi viene in mente una puntata di CSI in cui il poliziotto usava un dispositivo di riconoscimento vocale per parlare con una potenziale indiziata. Il suo funzionamento era piuttosto semplice: la giovane donna parlava in russo e il futuristico marchingegno ripeteva il tutto in inglese con solo un paio di secondi di ritardo. Se sembra solo una fantasia televisiva, un qualcosa lontano anni luce da ciò a cui siamo abituati rassegniamoci, anche qui Google ha messo il suo zampino.

A domani la seconda parte di questo articolo.

Autore dell’articolo:
Lorena Bellano
Traduttrice EN>IT
Bologna