La tecnologia non rimpiazzerà i traduttori (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

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Il passo successivo è rappresentato dalla traduzione automatica. I computer imparano, tramite enormi database di testi già tradotti, a rendere sempre migliori i suggerimenti su come tradurre interi periodi da una lingua all’altra. I traduttori di solito erano in disaccordo con questo processo, poiché consideravano il loro giudizio umano come insostituibile. Jiri Stejskal dell’“American Translators’ Association” afferma che oggi la traduzione automatica ha guadagnato rispettabilità.

Comunque sia, i cambiamenti tecnologici non hanno portato ad un consolidamento di un mercato frammentato. Lionbridge, che vanta il più alto fatturato dichiarato (489 milioni di dollari nel 2013), guadagna la maggior parte dei suoi ricavi da servizi diversi dalla traduzione. Come la maggioranza dei suoi rivali, Lionbridge promuove la tecnologia, pur essendo piuttosto tradizionale. Il cuore del suo business è la gestione dei progetti, ovvero fungere da intermediario tra clienti e traduttori freelance nei lavori come la gestione dei formati e delle posizioni dei file, le recensioni dei clienti e così via.

Lavori tediosi come questi, di gestione dei progetti, offrono un’opportunità per la “disruptive innovation” (l’innovazione che distrugge) – magari un equivalente nel mondo della traduzione di Uber, l’app dei taxi. È improbabile che un software rimpiazzi i traduttori, tuttavia potrebbe coordinare più efficientemente il loro lavoro con i clienti. Smartling, una compagnia americana che sta tentando di eliminare i mediatori umani in questo modo, ha tra i suoi clienti Tesla, produttrice di auto elettriche, e Spotify, un servizio di musica in streaming.

Jochen Hummel, un pioniere nelle memorie di traduzione, afferma che una svolta reale si avrebbe nel combinare il software, la memoria e la gestione dei contenuti in un unico database. Ma fare soldi può essere ancora difficile. Il colosso americano della tecnologia non ha provato a commercializzare Google Translate. Un ex dirigente ha affermato che l’azienda ha sperimentato un software di gestione dei contenuti, ma ha poi “deciso di focalizzarsi su cose più semplici, come le automobili automatiche.”

Fonte: Articolo pubblicato il 7 Febbraio 2015 su “The Economist”

Traduzione a cura di:
Federica Bucci
Traduttrice inglese, spagnolo > italiano
Sulmona (AQ)