La tecnologia cambia lo spagnolo

 Categoria: Strumenti di traduzione

Se si compilasse un nuovo dizionario in Venezuela questo dovrebbe includere parole come tuittare, smartphone, gangnam, meme e Whatsapp, così come altre, non tanto comuni, ma che sono già presenti nel vocabolario del venezuelano, come bosone (di Higgs) e Instagram. Si tratta di una semplice formula: man mano che la società si evolve nel tempo, si evolve anche la sua lingua. Ma c’è di più, i venezuelani adottano nuove parole dando loro nuove intonazioni e modo di dirle o pronunciarle e scriverle.
“Lo spagnolo venezuelano si è arricchito coi cambiamenti sociali, le trasformazioni umane, la globalizzazione, la scienza e la tecnologia” spiega Francisco Javier Pérez, Presidente dell’Accademia Venezuelana della Lingua.
Questa trasformazione delle parole può obbedire all’auge dei social network, ai cambiamenti politici, all’arrivo di nuove tecnologie o alla creatività dei venezuelani, afferma Pérez che è anche un lessicografo, cioè una persona che si dedica alla compilazione di dizionari.

Inoltre questo rinnovamento verbale al giorno d’oggi procede più veloce che mai. La globalizzazione ne è in gran parte responsabile.
Pérez non considera questi cambiamenti un deterioramento della lingua come, secondo lui, reputa la maggior parte degli studiosi, anzi dice che è persino interessante.
“Se c’è un meccanismo magnifico che possiede lo spagnolo è quello di adottare le parole che vengono da altri paesi e usarle in modo diverso a seconda delle diverse regioni. Il risultato di tutto ciò è che i termini si spagnolizzano” spiega l’esperto.
Usa come esempio il nome Twitter dicendo che molte persone chiamano questo social network “Tuiter” e chiamano l’azione di usarlo “Twitear” o “tuitear”.

“Inoltre ci sono persone che dicono “guasa” riferendosi a Whatsapp. Perché? Perché è la forma più facile che abbiamo di scrivere una parola che non è nostra. La lingua non può includere automaticamente un vocabolo senza farlo suo”.
D’altra parte alcune parole sembrano tornare dal passato nelle conversazioni dei venezuelani e fra queste troviamo “pitiyanqui” (persona fanatica di tutto ciò che riguarda gli Stati Uniti n.d.t) e “barragana” (amante di una persona di potere n.d.t.).
Pérez mette in evidenza il fatto che non bisogna scandalizzarsi di fronte a nuove parole che si impongono nello spagnolo. “Se lo facessimo rimarremmo fuori da ciò che accade nel resto del mondo” afferma.
Quando una nuova parola entra in un vocabolario c’è sempre un processo di adattamento fino a quando finalmente la parola viene accettata, se tale cosa dovesse succedere. Ci sono parole che sono molto artefatte.
“Chi può dire se una parola sarà accettata in una società? Solo il tempo potrà dirlo” conclude Pérez.

Traduzione libera dell’articolo di Daniel González Cappa apparso sul quotidiano venezuelano “El Universal” il 16/01/2013