Il futuro della traduzione (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

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Non posso negare che, menzionare tali caratteristiche umane nel riferirmi a dispositivi elettronici, produce in me una sensazione quantomeno strana. Il fulgore dell’occhio rosso di HAL che canta lentamente Daisy in 2001, Odissea nello Spazio, getta un’inquietante luce su ciò che sembra aspettarci in futuro. Ma niente paura, compagno linguista! La minaccia di Skynet, nonostante sembri che ogni tipo di traduzione automatica stia per bussare alla tua porta come Terminator, pronta a farti fuori, è in realtà ancora lontana. Forse non arriverà mai. Potrebbe sembrare che la chiave per la sopravvivenza risieda nella nostra umanità imperfetta, perché la maniera in cui scegliamo di comunicare tra noi è tanto imperfetta quanto la nostra stessa natura; qualcosa che gli algoritmi di auto-perfezionamento potrebbero non essere mai capaci di comprendere.

E’ vero che la tecnologia è una forza da tenere in considerazione, in constante movimento, e che la cosa più probabile è che, un giorno, questi programmi ricevano delle migliorie sostanziali rispetto a quello che offrono oggi. Probabilmente, produrranno traduzioni accettabili, ma non c’è dubbio alcuno che avranno bisogno di un intervento umano affinché diventino qualcosa di più che un guscio vuoto e senza vita. Perché non importa la velocità di un microchip o la quantità di informazioni che può processare in un secondo. I computer non capiranno mai il significato di un testo come un essere umano, poiché sono privi, innanzitutto, della capacità di crearlo. Finora, nessun computer ha potuto replicare o programmare quella misteriosa illuminazione che ha luogo nel profondo del cervello umano.

La traduzione automatizzata, incluso la più sofisticata, continuerà ad essere uno strumento utile e conveniente. Nel migliore dei casi, i traduttori potranno utilizzarla per pre-tradurre testi tecnici tediosi e ripetitivi, come manuali d’istruzione, bollettini meteo, parcelle di avvocati (qualsiasi testo con schemi prevedibili), che possano modificare successivamente e migliorare. Se consideriamo la regola generale, tuttavia, la soluzione più semplice e veloce sarebbe tradurre tutto da zero, con l’aiuto di uno strumento di traduzione assistita. L’idea che il software di traduzione automatica possa sostituire i traduttori è, in un certo senso, quasi utopica, perché l’attività celebrale può essere limitata, certo, ma la vera anima di un traduttore sarà sempre unica, e non può essere copiata. Infatti, se questo giorno arriverà mai, i computer rimpiazzeranno non solo i traduttori, ma tutta la razza umana. Skynet sembra avere cose più importanti da fare.

Fonte: Articolo pubblicato il 27 novembre 2016 sul blog Trusted Translations

Traduzione a cura di:
Chiara De Bellis
Traduttrice freelance
Madrid – Spagna