I traduttori sostituiti dalle macchine?

 Categoria: Strumenti di traduzione

Hal, il primo robot del grande schermo, è apparso nel film 2001: Odissea nello spazio quasi cinquant’anni fa. Oggi, dopo mezzo secolo dall’uscita del film, non abbiamo raggiunto il livello di super intelligenza rappresentato nel film, ma senz’altro ci stiamo avvicinando. E con il progresso dell’intelligenza artificiale l’idea di un mondo dominato dalle macchine sembra sempre meno improbabile. La tensione tra uomo e macchina è particolarmente palpabile nel settore linguistico, dove in molti hanno predetto che la traduzione automatica prima o poi si sostituirà ai traduttori umani.  Gli analisti del settore hanno espresso parecchie riflessioni, ma che cosa ne pensano i traduttori di questo scenario?In fin dei conti,se l’intelligenza artificiale supera quella degli uomini,sono loro a essere coinvolti più da vicino. Abbiamo parlato con tre linguisti per conoscere il loro punto di vista sulla traduzione automatica e abbiamo scoperto che tutti e tre sono del parere che, nonostante il progresso tecnologico, i traduttori non devono ancora radunare le proprie cose e liberare la scrivania.

La traduzione automatica è di buona qualità?
Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni traduttori che grazie ai loro quarant’anni di esperienza si sono potuti fare un’idea della qualità della traduzione automatica, dei suoi pregi e dei suoi difetti. Tutti e tre ne hanno notato i limiti, specialmente nella scelta delle parole in base al contesto. Jorge Moya e Claudia Boulton sostengono che la traduzione automatica sia di bassa qualità.

“Con i testi molto semplici può anche funzionare, ma non appena ci si ritrova davanti a un testo tecnico o, ancora peggio, a un testo di marketing o di formazione delle risorse umane, la traduzione automatica proprio non funziona,” afferma Boulton, che lavora con il tedesco e l’inglese. “Mi sono ritrovato a revisionare moltissimi testi talmente incomprensibili che, in pratica, ho dovuto ritradurli da zero.”

Nicolas Kmiec, traduttore dall’inglese al francese, ammette che la traduzione automatica non è efficace se applicata a testi letterari o di medicina, ma nota che la tecnologia ha comunque fatto passi da gigante.

“Credo che la qualità stia migliorando. Un’azienda mi ha chiesto di revisionare un testo molto tecnico prodotto con un sistema di traduzione automatica e devo dire che era fatto abbastanza bene. Una volta che si inserisce la terminologia nella macchina, il rischio di incorrere in errori di significato, di traduzione e di lessico si riduce molto,” afferma. “C’è da dire che in questo campo le traduzioni sono abbastanza semplici: si tratta di frasi brevi con soggetto, verbo e complemento oggetto.”

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Fonte: Articolo scritto da Jake Schild e pubblicato nel luglio 2017 sul Translation Journal

Traduzione a cura di:
Francesca Clemente
Traduttrice EN, ES>IT
Milano