I pensieri di Google Translate

 Categoria: Strumenti di traduzione

Gli esercizi di lettura più divertenti per gli alunni delle elementari mescolano parole scritte e disegni. Nella frase “Il gatto di Andrea si era nascosto sotto l’albero”, al posto della parola “albero” è disegnato un maestoso albero verde che deve essere “letto”. La lettura prosegue senza impedimenti, chiara come il significato della parola “albero”. Allo stesso modo funzionano i pensieri dove, a volte il significato diventa immagine, rappresentazione. La mente costruisce scenari, scenari fatti di immagini: “la casa della mia ex” evoca subito l’immagine dell’appartamento o la piccola casetta con il giardino della ragazza che una volta era la sua fidanzata. Ma anche qualcos’altro. Un sentimento di nostalgia, di rabbia, di dolore o di rassegnazione. Il cervello non solo traduce il pensiero in un’immagine, ma scatena anche un’emozione, un brivido.

Naturalmente, non tutti i pensieri possono essere tradotti in immagini! Una dichiarazione d’amore per la più bella studentessa della porta accanto… ha bisogno di parole! E se la ragazza della porta accanto è inglese? O francese? O tedesca? E se il ragazzo è italiano immigrato in Inghilterra e sta facendo il dottorato in Belgio? Un bigliettino con un grande cuore rosso può essere un timido inizio, ma poco eloquente. Il giovane innamorato si mette a scrivere le parole più dolci e belle, frasi loquaci con qualche battuta divertente. Nella sua lingua materna, qualunque essa sia, tutto suona meraviglioso ma come tradurle? In mancanza di tempo, perché deve studiare molto, fa una ricerca e scopre Google Translate che non è un semplice dizionario ma un traduttore esperto di testi. Copia incolla la sua dichiarazione e voilà: la più romantica delle dichiarazioni servita in poco meno di tre minuti. Stampa, infila in una busta, il discorso è un po’ lungo per essere imparato a memoria, e la butta, speranzoso, nella casella di posta della ragazza. Romanticone! Passano un po’ di giorni senza che nulla accada. Lei non si è nemmeno accorta della lettera. L’avrà letta? Buttata via? Presa qualcun altro?

Lui aspetta. Dopo un paio di settimane tormentate, ecco una lettera nella sua casella di posta! Ha risposto! Con mani tremanti l’afferra e corre nella sua stanza a leggerla. Che strano però! È la lettera che lui stesso ha scritto… arrossita spietatamente da una stilo dalla punta assai affilata! Sono completamente d’onore di conoscere voi e desidera che siamo amici ha un immenso interrogativo rosso alla fine. Non è quello che voleva dire lui, ma Google non l’ha capito. Il suo modo di ragionare ridotto e lineare non ha evidenziato errori: le parole sono giuste, l’indicativo presente non manca, la concordanza verbo soggetto esiste. Ma traducendo letteralmente, parola per parola, è andata persa la parte più importante: l’amore! Ma anche lei! Poteva capirlo, no? Io sono un uomo adulto e spero di essere un rapporto tra di noi. Hm… Lei, ironicamente ha aggiunto sopra: Ti auguro di essere il più bel rapporto. E per concludere: Ho una laurea in media in materia di salute e la composizione del gas sono bellissime. Ogni uomo vuole essere la sua ragazza, dove la ragazza ha semplicemente scritto Concordo.

Alla fine, la dichiarazione d’amore tradotta da Google si è trasformata in un mucchio di parole senza senso, una accanto all’altra come in un lunga fila indiana. Il testo è nullo. Non suscita immagini, emozioni, sentimenti. Google non ha la capacità di tradurre le parole in immagini, di esprimere concetti elaborati in modo coerente. Per Google ripetere “Io”, tante volte quanto viene usato nella lingua inglese significa eseguire una traduzione precisa. Eliminare anche per una sola volta l’ “I” inglese corrisponde a un malfunzionamento. Per noi, ripetere questo io, “Io sono partita e Io ho visto Andrea salire sul treno e Io sono andata a salutarlo. Io volevo chiedergli dov’era la sua ragazza ma poi Io ho pensato che avrebbe frainteso”, è segno o di egocentrismo o di scarsa padronanza della lingua italiana.

La traduzione di un testo va oltre il mero significato delle parole. Il testo da tradurre va letto e capito fino in fondo, più volte se necessario. È la prima regola che insegnano all’università: leggere e comprendere! Leggere non significa tradurre già mentalmente, ma semplicemente afferrare il messaggio e, per quanto poco professionale può sembrare, cercare nel vocabolario la spiegazione delle parole che non si conoscono.

Il messaggio da trasmettere non va perso per strada, ma espresso anche nell’altra lingua. La semplice traduzione di ogni singola parola non basta. Ci vuole un sinonimo, un intera espressione, una metafora. Si tratta di un intero processo di trasformazione affinché la traduzione resti fedele al suo scopo. Le istruzioni d’uso non sono divertenti ma precise. La presentazione di un itinerario di vacanza deve incuriosire e attirare sia in francese che in italiano, in inglese o in romeno. Google non può capirlo perché per quanto utile possa essere, resta un semplice programma. Non ha modi di dire, non ha senso dell’umorismo e nemmeno una briciola di creatività.

Tuttavia, qualcosa di positivo ci sarà, se lo nominano tutti. In effetti c’è! Google non resta a secco di termini e la scritta “il termine cercato non ha prodotto risultati” non comparirà mai. Sta a noi decidere se usarlo o meno, ma come nel caso dello studente innamorato, poi si incolpano gli altri quando non capiscono la nostra chiara e semplice visione!

Autore dell’articolo:
Irina Serban
Laurea Mediazione linguistica e culturale
Traduttrice EN-FR-RO<>IT