Gli errori di Google traduttore

 Categoria: Strumenti di traduzione

Molti di noi hanno usato alcune volte il traduttore di Google. Non vi è alcun motivo per negarlo, né dovremmo vergognarci. Lo abbiamo fatto normalmente per conoscere l’argomento o la lettera del testo o la canzone che ci emoziona. Certamente una percentuale molto elevata di utenti Internet spesso hanno usato questo strumento. Tuttavia, in molti abbiamo anche notato  i suoi numerosi errori di traduzione. In questo articolo andremo ad esporre molti di quegli errori che il conosciuto strumento Google commette. Mostreremo anche il motivo per cui questi errori ne rendono sconsigliabile l’utilizzo in un lavoro professionale.

Quando il diavolo si nasconde nell’algoritmo
Il principale di questi errori di traduzione si trova nel metodo stesso con cui il traduttore di Google esegue le conversioni. L’algoritmo che utilizza questo strumento non si basa su un “vademecum” linguistico come sarebbe stato desiderabile. Viene utilizzata, per così dire in qualche modo, una “lista piatta” concettuale in cui i termini di ogni lingua sono tradotti con il loro solito significato. Il problema di questo è che si perdono le sfumature per offrire una soluzione automatica che non sempre risulta essere corretta. La statistica non sostituisce né aiuta a correggere le migliaia di varianti linguistiche che possiede ciascun linguaggio. Né risolve nulla, presentare un significato standard per ogni termine, in qualsiasi tipo di dichiarazione, perché si perdono le così importanti differenze grammaticali come il genere o il numero. Per non parlare dell’ordine grammaticale, che a volte si perde anche nella traduzione automatica. Quante volte nell’utilizzo dello strumento, abbiamo incontrato questo problema? Ad esempio, volendo tradurre in inglese una situazione nella quale era stato coinvolto un personaggio femminile, troviamo una traduzione al maschile. E viceversa. Altro errore molto frequente della traduzione è quello del trattamento di cortesia. È comune trovare la formula “voi” invece del colloquiale “tu” o improvvisamente incontrare un singolare quando usiamo il plurale. Ma tutti questi errori non smettono di essere una conseguenza dell’utilizzo della traduzione in termini più statistici ed economici che linguistici. E l’utilizzo di un sistema automatico che tende a guardare le soluzioni normali e “accademiche” invece di particolari sfumature.

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Fonte: Articolo scritto da José Manuel Peque e pubblicato il 5 settembre 2016 sul blog Leon Hunter

Traduzione a cura di:
Chiara Basile
Dottoressa Magistrale in Lingue e Traduzione
Palermo