Gli errori di Google traduttore (2)

 Categoria: Strumenti di traduzione

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L’inglese come intermediario tra la lingua di origine e di destinazione
Tutte queste irregolarità che abbiamo trattato si possono osservare a prima vista. Basta avere un paio di nozioni di lingua di destinazione per rilevarle. Proprio così, ogni studente di inglese o francese è a conoscenza di esse a colpo d’occhio. Sembra che questo problema sia molto più grave con le lingue minori o esotiche. La percentuale di errori in questo caso supera il 50%, come per esempio l’indù o il cinese. Personalmente mi è capitato un aneddoto al momento di usare il traduttore di Google, per tradurre un saluto in tailandese. Uno dei miei contatti lavora a Bangkok e io decisi un giorno di salutarlo in questa lingua. Fu una brutta idea. A quanto pare ciò che il traduttore ha interpretato non aveva senso in quella lingua, in quel contesto. Chiaramente, non l’ho fatto di nuovo. Scherzi a parte, l’origine di questo errore di traduzione sembra essere nell’inglese. A quanto pare, e come si può leggere in un articolo del “el diario.es” del 2014, il motore di Google usa la lingua anglosassone come intermediario. Questo fa sì che qualsiasi traduzione prima di presentare una soluzione, venga filtrata attraverso l’inglese, provocando in tal modo una soluzione intermedia che non soddisfa l’utente. A volte produce anche strani risultati o parole “miste” che non hanno significato in qualsiasi modello di lingue.

Più affidabile usato su parole o frasi brevi che in lunghi testi
Un’altra causa che rende il traduttore di Google uno strumento inaffidabile, è che funziona meglio con brevi testi. Si può facilmente dimostrare prendendo il testo di una canzone in inglese. Se la incolliamo per intero nel traduttore, siamo in grado di ottenere un risultato perfettamente assurdo. Forse questo è il metodo migliore per individuare ad occhio nudo la sua errata traduzione.Tuttavia, con frasi brevi, senza essere perfetta, dà un risultato più credibile. Forse la ragione di questo si trova nel motore dell’applicazione che è stato progettato più per risolvere parole o brevi frasi che paragrafi o testi più elaborati.

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Fonte: Articolo scritto da José Manuel Peque e pubblicato il 5 settembre 2016 sul blog Leon Hunter

Traduzione a cura di:
Chiara Basile
Dottoressa Magistrale in Lingue e Traduzione
Palermo