La traduzione e i rifacimenti nel Medioevo (2)

 Categoria: Storia della traduzione

< Prima parte di questo articolo

Parlando di Medioevo è opportuno tenere presente alcune caratteristiche fondamentali, che riguardano tanto la traduzione come la tradizione dei testi.

Bisogna in sostanza tener conto di due aspetti:

Secondo Paolo Folena possiamo distinguere tra traduzione “orizzontale” comprendente le traduzioni tra lingue volgari, e traduzioni “verticali”, ovvero traduzioni volgarizzate partendo dalla lingua Latina.

L’altra osservazione riguarda la tradizione manoscritta dei testi Medioevali, messa in luce da Alberto Vàrvaro, in cui si distingue tra “tradizione attiva” e“tradizione quiescente”.

La prima riguarda la mancata osservanza del copista di curarsi del testo, la seconda riguarda il rispetto verso il testo da copiare.

Il copista spesso, per varie ragioni, tende ad utilizzare più fonti, rendendo il testo pieno di contaminazioni.

Le connotazioni assunte nel medioevo dai termini: Traduzione e Rifacimento assumono nuove forme. E’ possibile affermare che la versione Medievale rappresenti il rifacimento del testo originale.

Il compito del volgarizzatore è quello di rompere e rimontare le parti di un testo, cospargere il testo di diverse soluzioni lessicali e di introdurre strutture in parallelo o in chiasmo.

I rifacimenti di un testo Medievale, possono essere distinti da un punto di vista quantitativo:

- se il testo che ha subito il rifacimento, non cambia la sua ampiezza, parliamo di parafrasi

- se il testo che ha subito il rifacimento si abbrevia ci accostiamo al compendio

- se il testo che ha subito il rifacimento si amplifica, si fa ricorso a risorse di ornatusdifficilis che espandono retoricamente un dettato piùfacilis, sia col ricorso a inserzioni e interpolazioni d’ogni genere.

Per quanto riguarda invece l’aspetto generico, riferito al genere letterario, il rifacitore passa da un genere all’altro o dalla poesia alla prosa.

I rifacimenti infine, possono essere distinti dalle traduzioni in base ad una serie d’istanze (retorica, testuale, linguistico-formale, ideologica, compilativa, antologica) in cui è possibile far luce sui problemi di rifacimento:[1]

Autrice dell’articolo:
Federica Turrisi
Laurea Magistrale in Truduzione Specialistica
Università degli studi da Bari A. Moro


[1] Alfonso D’Agostino- Traduzione e rifacimento nelle letterature romanze medievali