Breve storia della traduzione (2)

 Categoria: Storia della traduzione

Come anticipato nel post di ieri riprendiamo oggi il nostro breve excursus sulla storia della traduzione.

Trasmettere le buone notizie
Nel 383 d.C., san Girolamo si vide assegnare da Papa Damaso I il compito di redigere una nuova versione latina della Bibbia. Prima di cominciare la propria opera San Girolamo si trasferì a Betlemme per perfezionare la sua conoscenza dell’ebraico. Grande conoscitore della lingua greca, lavorò instancabilmente alla sua opera traducendo testi ebraici e greci per gran parte della sua vita.
Il risultato dei suoi sforzi, la “Vulgata”, è stato a lungo considerato come una delle migliori traduzioni bibliche mai effettuate ed è stato, fino al XX secolo, la base per tutte le successive traduzioni della Bibbia. Per questo motivo San Girolamo è simpaticamente considerato il santo patrono dei traduttori. Sempre per quanto riguarda le traduzioni bibliche, un’altra pietra miliare nella storia della traduzione sarà poi la traduzione della Bibbia in tedesco ad opera di Martin Lutero nel XV secolo.

Il contributo degli arabi
Alla morte di Maometto, nel 632, gli arabi si espansero in tutta Europa e oltre diventando i principali depositari del sapere occidentale. Molti documenti erano già stati persi con la caduta di Roma ad opera dei barbari, e solo Bisanzio conservava un certo splendore culturale.
Avidi di conoscenza, gli arabi si prodigarono nella traduzione di moltissimi scritti greci e romani e vi aggiunsero le proprie conoscenze in campo scientifico. Fondarono molteplici scuole di traduzione a Baghdad e a Cordoba. Grazie a loro, il sapere degli antichi non scomparse con le invasioni barbariche.

Copisti e monaci all’opera
Nel dodicesimo secolo, Cordoba e Toledo ritornarono nelle mani dei cristiani e quest’ultima divenne sede di una prestigiosa scuola di traduzione, iniziando ad attirare studiosi ed eruditi da tutto il mondo.
In questa fase della storia, il ruolo dei monaci e degli amanuensi nel continuare l’importantissima opera svolta dagli arabi nei secoli precedenti è di assoluto rilievo. In questo caso i testi vennero tradotti dall’arabo e dagli originali greci verso il latino, poi col tempo sempre più verso la lingua di ciascun paese.

Le Belles infidèles
La riscoperta degli antichi greci in concomitanza con gli inizi della stampa genera un’emozione ed un entusiasmo senza precedenti nel campo della traduzione. I testi classici di Omero, Aristotele, Virgilio e molti altri vengono tradotti a più riprese.
E’ l’epoca delle Belles infidèles (dal francese “belle infedeli”): cioè traduzioni riviste e corrette per risultare più adatte al gusto del lettore del tempo. I traduttori in molti casi adattano davvero troppo. Anziché limitarsi alla mera traduzione cercano infatti di rendere più bello il testo, ad esempio depurandolo da espressioni considerate troppo volgari. Da qui la metafora sulle donne “belle e infedeli” cui verranno associate le suddette traduzioni.

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