Tre miti sulla traduzione finanziaria

 Categoria: Servizi di traduzione

Lavori in banca, vero?

Quando, qualche giorno fa, una delle mie amiche mi ha chiesto – un po’ perplessa – perché non lavorassi in banca, ha confermato un sospetto che già avevo. La gente non ha idea di che cosa faccia un traduttore finanziario, e probabilmente anche un traduttore in generale. Ho letto tanti post sui blog in tema di miti e luoghi comuni sui traduttori, sulla differenza tra traduttori e interpreti e sul lavoro freelance in generale.  La maggior parte delle persone, persino i nostri amici e conoscenti, spesso non sa nulla del nostro lavoro e concepisce la traduzione in modo bizzarro.

Mito N.1: i traduttori finanziari lavorano in banca
Anche se molti dei miei clienti lavorano per banche, società finanziarie o fondi comuni di investimento, io sono una professionista freelance indipendente e, prima di tutto, una linguista. Un traduttore finanziario, così come anche un traduttore tecnico specializzato in altri settori, è prima di tutto un traduttore, un linguista, una persona che ha imparato e parla lingue straniere e magari ha studiato tecniche di traduzione. Ovviamente, devi anche conoscere il tuo campo di specializzazione, es. finanza, macro e microeconomia, come funziona la borsa valori, cosa siano uno stato patrimoniale e un conto economico e così via. Tuttavia, puoi lavorare per clienti diversi e specializzarti in finanza o legge o altre aree (e non devi essere necessariamente un avvocato per tradurre documenti legali). D’altra parte, non è detto che un esperto di finanza conosca le lingue straniere e le tecniche traduttive. Probabilmente lui/lei capisce l’inglese o il giapponese, ma potrebbe non essere in grado di tradurre in italiano.

Mito N.2: sicuramente sai come e dove investire… sei un traduttore finanziario!
Quando dico che traduco documenti finanziari, la maggior parte della gente è convinta che io sia la maga dei mercati azionari e molto ricca. Fino a qualche anno va, la cosa mi faceva sorridere. Ora, dopo più di 20 anni di esperienza, vorrei rispondere: “Beh, se uno è grado di tradurre il manuale di una caldaia dal tedesco all’italiano, non ha bisogno di chiamare l’idraulico quando la caldaia non funziona, giusto?”. Scherzi a parte, provo a spiegare che io leggo e traduco molto sui mercati finanziari, e sono aggiornata sui trend di mercato e sulle performance dei fondi di investimento. Tuttavia, leggo quanto basta – ai fini del mio lavoro – per sapere che ogni società di investimento ha la propria visione sui trend di mercato e applica diverse strategie per diverse necessità. Così come un idraulico ha bisogno della chiave inglese, a un traduttore servono i dizionari. Se dovessi fare degli investimenti, chiederei l’assistenza di un consulente finanziario.

Mito N.3: la traduzione finanziaria dev’essere noiosa!
Tutte le professioni sono a volte noiose, a volte entusiasmanti. Questo vale anche per la traduzione finanziaria. Come ho detto nella mia recente intervista, quando andavo a scuola desideravo tradurre romanzi e racconti. Negli anni, ho capito che la finanza e l’economia, come anche la legge e la politica, sono parte della vita di tutti i giorni. Probabilmente, tradurre le notizie sullo “shutdown” degli USA o sulla ripresa economica della Cina è per me più interessante ed estremamente connesso alla vita reale.

Nella maggior parte dei casi, un traduttore finanziario è anche un freelance, un imprenditore che deve essere un traduttore, un project manager e deve avere competenze di marketing e contabilità… ma questa è un’altra storia.

Fonte: Articolo scritto da Francesca Airaghi e pubblicato su Financial Translation Hub

Traduzione a cura di:
Alsea Alessia Esposito
Traduttrice finanziaria EN>IT
Como