Traduzioni scientifiche professionali

 Categoria: Servizi di traduzione

Salve a tutti, sono un fisico-matematico, laureatosi nel vecchio ordinamento, per intenderci quello in cui erano previsti 18 esami annuali, due colloqui in altrettante lingue straniere di importanza scientifica e, naturalmente, la tesi finale. Come tutti i fisici laureatisi nel vecchio ordinamento, al primo ed al secondo anno ho dovuto studiare su un paio di libri consigliati dal docente, scritti in lingua inglese, e quindi in una lingua che non era la mia. Successivamente, cioè dal terzo anno di corso in poi, i libri americani e/o inglesi erano la norma, per poter dare gli esami dei vari corsi. Nonostante quell’inizio abbia costituito, per me, una “terapia d’urto”, col tempo si è rivelato fruttuoso, non solo per i miei studi successivi; infatti, attualmente ho una collaborazione, in qualità di traduttore di testi di brevetti di invenzione, dall’Inglese verso l’Italiano.

Tuttavia, ciò su cui intendo richiamare l’attenzione dei cortesi lettori di questo breve articolo, è la questione se anche un fisico-matematico e più in generale un laureato in materie scientifiche, possa, a buon diritto, eseguire traduzioni scientifiche professionali, al pari dei colleghi laureati in lingue e letterature straniere.

Ritengo che la risposta non possa che essere positiva. Infatti, da studente mi capitava di leggere alcuni testi di matematica o di fisica tradotti, e in quelle occasioni, notavo che i traduttori erano fisici o matematici che insegnavano o insegnano tutt’ora, in prestigiose istituzioni educative del nostro Paese. Inoltre, un professionista, che abbia ricevuto il compito di tradurre in lingua italiana, per esempio, un libro o un articolo di fisica nucleare, deve avere una minima conoscenza in tale campo di studi.

Non è certo ragionevole pretendere che un traduttore laureato in lingue debba essere costretto a studiarsi la Fisica Nucleare, in breve tempo, almeno nelle sue linee essenziali, prima di mettere mano alla traduzione vera e propria. Ecco perciò che si apre uno spiraglio, per assumere dei fisici, quali possibili candidati per effettuare traduzioni del tipo sopradetto.

Lo stesso discorso può essere fatto se, invece della Fisica Nucleare, debba essere tradotto un libro o un articolo sugli “operatori di simmetria delle equazioni differenziali”, per esempio. Infatti tale argomento, specificatamente matematico coinvolge i concetti e le teorie, come la teoria dei Gruppi, delle Algebre di Lie e naturalmente le stesse equazioni differenziali, i quali concetti e teorie possono, secondo me, essere maturati solo durante l’intero corso di laurea scientifica, ovvero esame dopo esame.

A tutto ciò, va aggiunto, e qui parlo a titolo personale, il notevole numero di articoli scientifici americani, che ho dovuto leggere durante il corso di laurea, e il di cui studio mi ha permesso di apprendere lo stile di scrittura che gli scienziati americani o inglesi utilizzano per esporre le loro idee.

Prima di concludere, vorrei chiarire, che quanto esposto non vuole essere una proposta di ingerenza da parte di un gruppo di persone su una professione che non è la loro, ritengo però che una traduzione scientifica eseguita con cognizione di causa su ciò che si deve tradurre, se non doverosa, è certamente preferibile a qualunque altra.

Autore dell’articolo:
Giulio Belli
Traduttrice medico-scientifica
Torino