Traduzione fumettistica (3)

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Alcune vignette dell’edizione inglese di Asterix furono modificate per il mercato britannico (comunque non aspettatevi di trovare questi cambiamenti nelle imminenti traduzioni NBM per il mercato USA). Forse la più nota di queste è una vignetta ridisegnata di “Asterix e gli Elvezi” -dove la mascotte delle benzine Antar, sconosciuta al di fuori della Francia, è stata rimpiazzata dall’omino Michelin. In “Asterix e Cleopatra” il giornale che Stocafis sta leggendo a pagina 33 fu cambiato per mostrare un nuovo titolo e due nuove strisce a fumetti sulla copertina: “Ptarzan” e “Pnuts” (delineato su Charlie Brown e Snoopy). Ci sono anche un paio di altri esempi su Hergè che modificò vignette di Tintin per il mercato britannico.

Ad ogni modo, seppure da un lato chiedere a Domingo di alterare alcune vignette non era comunque fuori discussione, visto il numero di vignette che avrebbe dovuto cambiare sarebbe stato come richiedergli una storia completamente nuova. Le atre ovvie soluzioni erano o rinunciare completamente alla storia o mandarla comunque in stampa con una traduzione alla lettera (e sperare che nessuno notasse che non aveva senso). Invece, Valenti rifiutò che questo accadesse: “Non volevo sorvolarci su” ha detto.

Fortunatamente, lo stile angolare e pulito di Domingo le presentò una possibile soluzione. Le immagini non erano il problema, lo era il loro ordine. Avrebbe potuto semplicemente riordinare le vignette per riflettere il cambiamento nella sintassi? “Senza le parole. Si doveva rimontare senza le parole. È così che facemmo” spiega “Ho fatto una stampa del fumetto, ho ritagliato le vignette e le ho ridisposte”.

Dopo ore di smontaggio e rimontaggio Valenti finalmente organizzò una nuova ridisposizione per l’edizione in inglese, tutto quello che le serviva era un’alterazione nella vignetta all’inizio della sequenza delle sciarade perché questa avesse senso. “Ottenemmo di cambiare il numero delle dita da tre a due” spiega”È così che facemmo funzionare la battuta… e ovviamente, ottenemmo l’approvazione dell’artista”.

È bene ricordare che nell’arte sequenziale c’è arte nelle sequenze. Il risultato finale della soluzione rimontata-con-le-forbici di Valenti appare tanto privo di cuciture che, a meno che non si abbia la versione originale spagnola a portata di mano, la “traduzione” sembra esattamente un originale. Invece, da pagina 4 a pagina 9, quasi ogni vignetta è stata disgiunta e ricollocata in una nuova posizione per raccontare la stessa, meravigliosa storia. (Sì, sei intere pagine sono totalmente diverse dall’originale spagnolo!) C’è poco da meravigliarsi se ha incontrato i favori  di Domingo e dei recensori nel 2016. “Ero veramente orgogliosa perché, quando l’hanno recensito, dissero che era un pezzo che spiccava; è stato molto divertente”  dichiara radiosa Valenti.

E allora parchè non ne abbiamo sentito parlare all’epoca? Beh, si deve supporre che avrebbe messo la Fantagraphics al centro del mirino per essere stata “infedele” all’originale spagnolo, e forse sminuito il contenuto del libro il quale avrebbe dovuto porre in luce l’ingegno degli autori, non dei curatori. Le decisioni di traduzione sono ardue da difendere. Ognuno sembra avere la propria versione e la propria preferenza riguardo ciò che funziona meglio per esse; e non è che non ci siano stati casi di traduzioni ridotte a pezzi da recensori senza alcuna previa conoscenza del materiale nella lingua originale.

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Fonte: Articolo scritto da Bart Hulley e pubblicato il 14 maggio 2020 su The Comics Journal

Traduzione a cura di:
Edoardo Vòllono
Aspirante traduttore
Bari