La traduzione per diverse fasce d’età

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La letteratura per l’infanzia è stata per lungo tempo emarginata perché considerata inferiore a quella per gli adulti. Questo, probabilmente, a causa dei contenuti, giudicati semplici, ripetitivi e banali. Tuttavia, nonostante alle volte l’intreccio sia elementare e i personaggi siano dei tipi, ciò che rende i libri per giovani lettori estremamente interessanti è il linguaggio, lo stile e il modo in cui gli autori decidono di raccontare le loro storie. Osservando, in una libreria, i testi per bambini e ragazzi di diverse fasce d’età, vedremo che a ogni lettore modello corrisponde un particolare tipo di libro, con una struttura, un linguaggio e un layout adatto alla sua età.

Il traduttore di letteratura per l’infanzia deve prestare particolare attenzione all’età del lettore a cui il testo si indirizza così da orientare la sua traduzione in base allo sviluppo cognitivo e agli interessi del bambino.

In un testo per pre-schoolers (fanciulli in età pre-scolare), uno degli aspetti su cui il traduttore si deve concentrare maggiormente è la riproduzione delle rime, delle allitterazioni e dei fenomeni di fonosimbolismo. Poiché, appunto, tali libri sono scritti per essere letti ad alta voce da un adulto, è fondamentale che l’orecchio del bambino venga allietato e stimolato.

I libri per middle grade readers (ragazzini dai 7 agli 11 anni) sono generalmente ricchi di espressioni idiomatiche, giochi di parole e situazioni ironiche. A quest’età, infatti, i bambini iniziano a comprendere l’umorismo e il linguaggio figurato e il traduttore deve cercare di riprodurre tali aspetti. Ovviamente, essendo i pun e le idiomatic expressions spesso intraducibili, bisogna trovare nella lingua di arrivo un’espressione ugualmente efficace. Nell’ultimo libro che ho tradotto, The Everything Kids’ Environment Book di Sheri Amsel, ad esempio, mi sono trovata di fronte a un titolo di un paragrafo sui vulcani contenente un gioco di parole basato sull’omonimia di fault (in inglese ‘colpa’ ma anche ‘faglia’). Non avendo, in italiano, un termine equivalente, ho deciso di sacrificare il significato dell’espressione e ho sfruttato la fonologia per raggiungere lo stesso scopo: ottenere un titolo divertente e scherzoso. Così “Whose fault is that volcano” (cfr. “Di chi è la colpa di questo vulcano?) l’ho reso con “tutta colpa delle placche”, espressione ricca di allitterazioni.

Infine, i libri per adolescenti sono per lo più romanzi narrati in prima persona dal protagonista, un ragazzo o una ragazza che ha più o meno la stessa età del lettore. Di conseguenza, viene spesso utilizzato il così detto teen talk, linguaggio particolare che imita il modo di parlare dei teenager, con un lessico ricco di termini slang, di abbreviazioni e acronimi, alle volte vago e volgare e caratterizzato da forme non standard. Riuscire a riprodurre tale linguaggio è d’obbligo per il traduttore sia per rendere il testo accattivante per il lettore target, sia per connotare, anche nella lingua di arrivo, quel determinato personaggio e favorire così l’identificazione del destinatario con il narratore. A mio avviso, la strategia migliore per riprodurre il teen talk nella nostra lingua, oltre

che l’uso di un lessico riconosciuto come “giovanile” (“cool”, “svitato”, “para”…) è l’impiego di forme di italiano neo standard, un italiano colloquiale, normalmente utilizzato nella lingua parlata ma raramente nella lingua scritta. Esempi di forme neo standard sono l’uso di “gli” invece di “a loro”, dell’imperfetto al posto del congiuntivo e della frase scissa.

A quest’età, infatti, i bambini iniziano a comprendere l’umorismo e il linguaggio figurato e il traduttore deve cercare di riprodurre tali aspetti.

Articolo scritto da:
Greta Antonioni
Dott.ssa in Linguistica e Traduzione
Lucca