La traduzione audiovisiva

 Categoria: Servizi di traduzione

Con l’espressione traduzione audiovisiva si definiscono:
“Tutte le modalità di trasferimento linguistico che si propongono di tradurre i dialoghi originali di prodotti audiovisivi, cioè di prodotti che comunicano simultaneamente attraverso il canale acustico e quello visivo, al fine di renderli accessibili a un pubblico più ampio’’.[1]

La traduzione audiovisiva è, pertanto, un’attività che comprende la trasposizione del significato generale di un testo di origine a un testo in un’altra lingua che risulta equivalente all’originale. Il testo di origine, in questo caso, è di tipo audiovisivo, ovvero un testo che si serve di differenti canali semiotici e il cui scopo è la comunicazione. I canali principali sono: visivo e sonoro. Il canale visivo comprende immagini, scene, sottotitoli, didascalie e scritte di scena. Il canale sonoro comprende i dialoghi, la musica, i rumori, i silenzi. Ogni modalità semiotica è fondamentale per la comprensione del testo nella sua totalità, perciò nessuna di esse deve essere trascurata dal traduttore.[2]

Erroneamente traduzione audiovisiva e traduzione filmica o traduzione per lo schermo vengono considerate sinonimi. Il termine traduzione filmica si utilizzava nel periodo in cui la televisione non era ancora popolare e va ad indicare il dialogo del film che inizialmente veniva veicolato attraverso la traduzione. Il termine traduzione filmica si focalizza sul mezzo di distribuzione dei prodotti mandati in onda, ad esempio lo schermo televisivo, cinematografico o del computer. La denominazione trasferimento linguistico (language transfer) mette in evidenza la componente verbale del prodotto audiovisivo.  Invece il termine traduzione audiovisiva (audiovisual translation) comprende tutte le categorie di testi audiovisivi traducibili che si differenziano dal film, come ad esempio programmi televisivi, documentari, pubblicità, notiziari, ecc. Riesce ad includere forme di traduzione particolari che si allontanano dalla tradizionale idea di trasferimento da una lingua ad un’altra, perché includono anche trasferimenti semiotici non tradizionali.[3]

Questa specifica tipologia di traduzione è diventata oggetto di discussione solo recentemente. Si è iniziato, infatti, a parlarne solo a partire dagli anni Cinquanta, perché prima non veniva inclusa nell’ambito della traduzione.

Articolo scritto da:
Sofia Bicchiri
Traduttrice
Tempio Pausania


[1] E. Perego, La traduzione audiovisiva, Carocci editore, Roma 2005, p. 7

[2] E. Perego, C. Taylor, Tradurre l’audiovisivo, Carocci, Roma, 2012, p. 46

[3] Cfr. E. Perego, C. Taylor Op. cit. pp. 46-47 e Cfr. E. Perego, op. cit., pp. 7-8