La sfida della traduzione audiovisiva

 Categoria: Servizi di traduzione

L’articolo in esame affronta il problema  della traduzione e della trasmissione di emozioni in un contesto particolare, cioè quello della sottotitolazione cinematografica. In questo articolo, che mira a riflettere sul modo in cui le emozioni possono essere tradotte da una lingua all’altra, l’autore ha scelto di focalizzarsi su un sentimento specifico, quello della rabbia.

Per svolgere la sua ricerca, l’autore ha ben pensato di passare dalla parte del mezzo cinematografico per identificare, fra tre diversi film, le espressioni di rabbia che si trovano sia nel contenuto audiovisivo che nei sottotitoli tradotti. Attraverso le scelte dei traduttori, i risultati della sua ricerca ci mostrano che diversi elementi vengono presi in considerazione, nello specifico il passaggio dalla lingua orale a quella scritta e le tendenze linguisitiche suscitate dalla rabbia, che non sono necessariamente uguali da una lingua all’altra. Inoltre, “non possono essere trascurate le variabili culturali [...], in quanto sono estremamente complesse quando si parla di emozioni” l.9. Come trasmettere, dunque, l’emozione della rabbia destreggiandosi tra due universi semiotici e linguistici differenti?

Una delle strategie messe in evidenza nell’articolo consiste nel giocare sull’effetto prodotto dai sottotitoli. In effetti, per veicolare la rabbia attraverso i sottotitoli in italiano e trascrivere efficacemente la velocità del parlato, che aiuta ad esprimere questo sentimento in forma orale, i traduttori hanno deliberatamente scelto di inserire due sottotitoli nello stesso campo visivo con l’ausilio di trattini per contrassegnare la successione delle battute sullo schermo. Ciò mi ha particolarmente interessato.

Questa attenzione ai dettagli deve essere preoccupante sia per i traduttori audiovisivi che per i traduttori letterari, se non in misura maggiore per questi ultimi. In effetti, come è menzionato nell’articolo, l’audiovisivo svolge un ruolo chiave nella percezione delle emozioni, molto più dei sottotitoli. L’espressione facciale dei personaggi, i loro gesti, le loro azioni, la loro intenzione possono da soli essere rivelatori di una certa emozione. D’altra parte, i traduttori letterari devono proseguire senza questi elementi e utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per tenere conto delle emozioni; anche se costretti ad usare la loro creatività a costo di allontanarsi dalla forma iniziale della racconto.

Questo articolo interessantissimo mi ha davvero permesso di sviluppare una riflessione su molti quesiti relativi alla traduzione e alla comunicazione.

Fonte: Articolo scritto da N.Kalidi e pubblicato il 15 giugno 2017 sul sito Open Edition

Traduzione a cura di:
Jessica Incorvaia