Dedicarsi alla traduzione di software? (3)

 Categoria: Servizi di traduzione

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SFIDE

  • Meno spazio per la creatività. Quando bisogna tradurre “Accept” o “Agree”, puoi andare poco lontano con la fantasia, anche se è vero che il software va molto al di là delle singole parole.
  • Gli spazi da riempire possono diventare dei veri e propri rompicapi. Anche se in certi contesti può valere “Il mio nome è _______” = “Mi chiamo ______”, in altri può complicarci la vita. Un esempio facile: in “What is your favourite ____ among these?”, il genere di “favourite” e “these” dipende dal testo che verrà inserito negli spazi vuoti. Se lanci una monetina ed escludi l’opzione che non è uscita, sarà terribile se verrà inserita una parola femminile: “Qual è il tuo colore preferito tra questi?”contro “Qual è la tua città preferita tra queste”. Quindi dobbiamo attingere all’immaginazione di cui parlavamo prima per arrivare ad una soluzione il più possibile equa, per esempio: “Quale ____ ti piace di più?”. A mio giudizio, queste sfide sono le cose che più mi piacciono della traduzione di software!
  • Le riduzioni di spazio sono all’ordine del giorno e a volte devi usare delle abbreviazioni (che, sinceramente, non mi piacciono proprio). Per esempio, tradurre parole così tanto brevi in inglese come “get” può diventare un problema quando la traduzione diventa “acquisisci” e per questioni di spazio hai solo tre caratteri. È un esempio molto semplice, inventato e che in genere non si trova nella realtà, dato che alla traduzione dei dispositivi viene data sempre più importanza e coloro che devono disegnare i tasti sanno che poche lingue hanno così tante parole corte come l’inglese e conviene aumentare lo spazio dove andrà inserito il testo. Nonostante ciò, la mancanza di spazio è un problema sempre più frequente, visto il trend di creare dispositivi sempre più piccoli come gli smartwatch.

In sostanza, la traduzione di software (così come succede in ogni settore) non è per tutti. Ho conosciuto persone che mi hanno detto che non lo avrebbero mai fatto perché troppo noioso o rigido e poi altri che dicono che lo sforzo viene compensato dal vedere la propria traduzione su uno schermo (come succede per l’audiovisuale) e ti rendi conto di aver partecipato attivamente nel migliorare o facilitare l’uso di una tecnologia che andranno poi ad usare altre persone. Inoltre, a seconda del diverso tipo di traduzione di software, ti permette anche di stare al passo con le novità della tecnologia, cosa che per me è un valore aggiunto.

Che vi sembra? Vi piacerebbe farlo? L’avete mai fatto? Lavorate in questo settore?

Aspetto le vostre risposte!

Fonte:  Articolo scritto da Merche García Lledó e pubblicato il 15 giugno 2019 sul proprio blog Traducir & Co

Traduzione a cura di:
Donatella Andria
Freelance
Bologna