Confessioni di un traduttore di manga (9)

 Categoria: Servizi di traduzione

< Ottava parte di questo articolo

Sapere il giapponese non basta a fare di te un buon traduttore. Devi essere un bravo scrittore. Hai bisogno di creatività e immaginazione. Non è un gran lavoro saper padroneggiare abbastanza giapponese da leggere un fumetto, e per ogni parola che non conosci andare a fare una ricerca, ma trasporre il tutto in un’altra lingua richiede qualcosa di più. In effetti, direi che l’equilibrio in questo mestiere sia qualcosa come 40% di abilità con il giapponese/60% di scrittura nella lingua madre. Ho amici il cui giapponese surclassa di gran lunga il mio, ma non sono traduttori migliori.

È anche importante amare i fumetti. Amarli davvero. Schernisco il termine “fan translator” perché tutti i traduttori di manga professionisti sono fan-se non lo fossimo, non faremmo questo. Se c’è una cosa che tutti i traduttori di manga hanno in comune è che amiamo i manga. Vogliamo fare fumetti che noi vorremmo leggere. Nei miei sogni ho la mia lista di fumetti a cui ambisco che sottopongo a ogni curatore che starà a sentirmi. Presumo sia così per tutti. A volte, come con Shigeru Mizuki, Satoshi Kon e Matsumoto Leiji, ottengo di lavorare su quei fumetti dei miei sogni. Altri, come Miyuki Saga e Daijiro Morohoshi, stanno ancora aspettando la loro occasione.(Incrocio le dita! Nessuno che sta leggendo vuole fare un tentativo?) Ma quello su cui sto lavorando non ha rilevanza, io lo amo. Devo. Metto troppo di me stesso in ogni storia per non importarmene.

Una volta ho visto qualcuno lamentarsi che una catalogazione per Showa: Una Storia Del Giappone riportasse “Di Shigeru Mizuki e Zack Davisson”. Lamentavano che Davisson (io) fosse soltanto il traduttore, e quindi non è che la serie fosse “sua”; ma penso che sia una catalogazione accurata. Sono anche uno scrittore, e per me le traduzioni che faccio sono tanto mie quanto i libri che scrivo. Sono “i miei fumetti”.

La prossima volta che leggi un manga che ami, dà un’occhiata a chi è il traduttore. Magari controlla se hai qualche altro fumetto di quel traduttore. Come esperimento, confronta due lavori dello stesso artista originale, ma tradotti da persone diverse (per esempio, la mia traduzione di Satoshi Kon per la Dark Horse e quelle per la Vertical) Verifica se la voce cambia. Guarda quanto sono diverse. E ricorda che quello che stai leggendo è sempre una collaborazione. Non importa qual è il tuo manga preferito, o chi l’abbia originariamente scritto: i traduttori sono una parte della tua esperienza.

Fonte: Articolo scritto da Zack Davisson e pubblicato il 7 marzo 2016 su The Comics Journal

Traduzione a cura di:
Edoardo Vòllono
Aspirante Traduttore
Bari