Confessioni di un traduttore di manga (8)

 Categoria: Servizi di traduzione

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Parole sulla pagina
C’è anche la problematica dello spazio. La traduzione di manga comporta una sfida in più non affrontata dagli altri media. La natura del fumetto è una danza di parole e immagini. Con i manga, le immagini sono lì. I baloon per le parole sono lì. Non se ne vanno da nessuna parte e non puoi cambiarli. Tutto quello che puoi fare è assicurarti che le parole si accordino con le immagini. E che entrino nei baloon- questa parte è importante. Data la natura della lingua giapponese, si può mettere una bolgia di cose in più nello spazio disponibile di quanto si possa con l’inglese. Quando sto trascrivendo una traduzione devo sempre essere consapevole dello spazio edificabile a disposizione sulla pagina, e di come le parole andranno ad adattarsi in quel baloon. Questo per tacere dei baloon verticali…

Ho visto un collega traduttore affermare su twitter che quello che facciamo realmente è scrivere nuovi testi in inglese da incastrare in disegni già dati. Sono d’accordo fino a un certo punto. Immagino che sia un po’ simile al vecchio “Metodo Marvel” di fare fumetti, in cui l’artista disegna basandosi solo su un soggetto e poi lo sceneggiatore ritorna e riscrive il dialogo assicurandosi che si accordi con ciò che l’artista ha disegnato. È il passo finale del mio processo. Mi stampo il testo inglese, e lo leggo assieme al fumetto in tempo reale. Faccio sempre modifiche. Ci sono cose che funzionavano bene nella mia testa, ma che non fluiscono bene come pensavo. O parole che ho ripetuto troppo spesso in una pagina. O frasi che non si adattano ai volti che le dicono. Od ancora altri piccoli dettagli.

Una volta sono stato coinvolto come consulente da un grande editore che ambiva ad espandersi ai manga. Avevano pubblicato con successo romanzi tradotti, e pensavano che offrire anche una collana di manga sarebbe stato un ben piccolo salto. Ho esposto il mio processo esattamente come descritto sopra, e gli ho fatto vedere cosa comporta. Dopo la mia esposizione, hanno deciso di non dedicarsi ai manga-era più lavoro di quanto potessero gestire.

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Fonte: Articolo scritto da Zack Davisson e pubblicato il 7 marzo 2016 su The Comics Journal

Traduzione a cura di:
Edoardo Vòllono
Aspirante Traduttore
Bari