Confessioni di un traduttore di manga (7)

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Una volta che hai nominato qualcosa, devi immaginarti come suona. Gli effetti sonori sono una delle più grandi sfide che affronterai come traduttore di manga.  Il giapponese usa effetti sonori ripetitivi. Don don don. Bup bup bup. Sha sha sha. E ne hanno MOLTI di più di questi. La pioggia che cade facendo zaaa è diversa dalla pioggia che cade facendo shito shito. Volevo che la “gravitysaber” di Emeralda avesse un effetto sonoro unico, e così è uscito zwark.

Ogni arma da fuoco- dalle mitragliatrici ai cannoni navali-fa un rumore diverso in Showa: Una Storia Del Giappone. Anche le astronavi sono un bel divertimento. Sono particolarmente affezionato alle navi di Queen Emeraldas. Ho fatto una ricerca nei fumetti di fantascienza degli anni ’50 per vedere gli effetti sonori usati per le astronavi e ne ho preso un paio in prestito. Credo che aggiunga un bel tocco nostalgico alle navi, che sono un marchio delle impossibili navi pirata volanti di Matsumoto.

E poi c’è il temibile sheen. È l’onomatopea giapponese per il silenzio che non ha equivalenti nell’inglese. Ognuno deve risolvere questo particolare problema a proprio modo. Ma sussulto ogni volta che lo vedo. Fortunatamente, ogni volta che ne ho bisogno ho un dizionario vivente. Mia moglie Miyuki è la mia assistente sui passaggi particolarmente insidiosi, o quando quel contesto e quella cultura diventa troppo densa da penetrare. È stata di grande aiuto per Showa: Una Storia Del Giappone e per addentrarsi nel dialogo di Oshii in Seraphim. Ci sono volte in cui essere sposato con una parlante nativa giapponese torna comodo per questa particolare professione.

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Fonte: Articolo scritto da Zack Davisson e pubblicato il 7 marzo 2016 su The Comics Journal

Traduzione a cura di:
Edoardo Vòllono
Aspirante Traduttore
Bari