Confessioni di un traduttore di manga (2)

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Il Giapponese nella Traduzione
La traduzione diretta-tradurre le parole alla lettera-produce un grammelot  illeggibile. Anche riordinare le parole in una corretta grammatica inglese dà come risultato un nonsense poco ispirato. Ecco un esempio: la seguente battuta è e-si-la-ran-te in giapponese! Da piegarsi in due!

Il Marito: Facciamoci un maiale allo zenzero per cena!

La Moglie: Ahimè, non abbiamo zenzero

Ho forse avuto un “LOL” da voi? No? Niente? Ma che strano…Posso raccontare questa barzelletta a mia moglie quando voglio e ottengo sempre una risatina. E invece questa qua?

Il Marito:  Voglio mangiare caviale rosso!

La Moglie: Ma quanto costerà?

Fidatevi di me, questa è SUPER divertente in giapponese. “Caviale Rosso” e “quanto” sono omofoni, si pronunciano entrambi “ikura”. La risposta della moglie (in giapponese: ikura kana…) solleva una ambiguità nella quale non sei sicuro se è preoccupata per il costo o se semplicemente non è in vena di caviale rosso. È anche una vecchia battuta che conoscono tutti, quindi è raccontata con una strizzatina d’occhio ed ha il sentore rilassato di qualcosa di familiare. Riportare questa barzelletta in inglese così come è scritta-scambiando una parola con un’altra- significa stroncarla sul nascere. Una traduzione riuscita richiede qualcosa in più. Ed è qui che subentra l’arte del traduttore.

Qualsiasi forma di traduzione letteraria è una collaborazione fra artista e traduttore. Non una collaborazione diretta: per quanto mi piacerebbe, raramente lavoro su fumetti dove discuto direttamente con l’artista originale. In qualche caso sono anche morti da tempo. Ma lavoriamo sempre insieme. Per quanto io cerchi di essere invisibile, entrambe le voci sono nel risultato. Pensateci su come a un gruppo musicale che fa una cover. Non importa quanto sia buona l’imitazione, ogni cantante aggiunge la propria voce e stile alla performance. La canzone finale nella sua interezza non è né il lavoro dell’uno né dell’altro. Potrebbe essere una metafora goffa, ma il punto è questo: un diverso traduttore produce un diverso fumetto.

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Fonte: Articolo scritto da Zack Davisson e pubblicato il 7 marzo 2016 su The Comics Journal

Traduzione a cura di:
Edoardo Vòllono
Aspirante Traduttore
Bari