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 Categoria: Servizi di traduzione

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A un livello squisitamente sociolinguistico, il termine Mon, utilizzato da Bwana in The Journey Down: Chapter One è di particolare interesse: si tratta di un termine ombrello tipico della cultura giamaicana col quale ci si riferisce praticamente a tutti i tipi di interlocutori, senza differenze di età o  genere, che si rende di fatto intraducibile in italiano; è interessante notare come il termine, presente esclusivamente nella prima versione del gioco, sia stato sostituito in tutte le sue occorrenze nella seconda versione da Man; è possibile infatti che gli sviluppatori si siano resi conto della difficoltà incontrata dall’utente medio nel comprendere il significato sociolinguistico del termine e che abbiano optato per Man, tenuto anche conto del fatto che sorprendentemente il termine, nella prima versione del gioco, è rintracciabile soltanto in riferimento a individui di genere maschile. Per quanto concerne la traduzione italiana, quindi, è stato piuttosto semplice affidarsi ad un gergo giovanile, evitando di fornire una traduzione troppo letterale e obsoleta del termine Man, che diventa quindi un alternarsi tra parole quali amico o fratello, riprendendo di fatto il senso di fratellanza/cameratismo che viene a crearsi tra Bwana e l’interlocutore.

Ancora, l’avventura grafica ivi in questione presenta una quantità esorbitante di espressioni «marinaresche», appartenenti cioè al gergo dei marinai. Vale la pena proporre il seguente scambio di battute

Bwana: Ho there ye salty sea dog!

Fat sailor: You can relax with the salty sea lingo on us./ We are sophisticated sailors we!

Bwana si rivolge ad un marinaio corpulento in un chiaro gergo marinaresco e il marinaio, molto metalinguisticamente, non esita a riprenderlo dall’usare certe espressioni, visto il suo lato «sofisticato». In questo caso è stato opportuno affidarsi alla versione italiana del gergo piratesco, sostituendo l’espressione sea dog con un più comune lupi di mare e cercando di lasciare intatta la coloritura umoristica della situazione comunicativa:

Bwana: Ehilà, vecchi lupi di mare!

Marinai: Piano con il gergo piratesco./Stai parlando con dei marinai sofisticati!

Un caso simile è rintracciabile nelle parole del Capitano di terra con cui Bwana entra in contatto; se nella versione inglese il personaggio saluta Bwana utilizzando il gergo piratesco nel seguente modo:

Dockmaster: Aye! May the four winds fill yer sail!

nella versione italiana il Capitano di terra riprende l’immagine popolare dei quattro venti che accompagnano la vita di ogni marinaio:

Capitano di terra: Addio! Che i quattro venti siano con te!

L’espressione, dunque, rimane permeata di un’atmosfera avventuriera senza scostarsi troppo dalla resa originale. Infine, è possibile individuare una serie di caratteristiche che punteggiano l’intera avventura grafica e delle quali il traduttore deve tenere conto ai fini di una localizzazione mirata. The Journey Down: Chapter One è un’avventura ambientata in un mondo completamente inventato e ciononostante ci sono frequenti riferimenti a una gamma variegata di culture ed etnie. A cominciare dai nomi dei personaggi e dalla resa grafica degli stessi, è interessante notare come Theodor Waern, uno degli sviluppatori del team Skygoblin, abbia fatto sua una serie di nozioni apprese direttamente sul posto, in questo caso l’Africa, ai fini di ottenere un prodotto originale e ricco di significati.

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Autrice dell’articolo:
Claudia Mucavero
Titolo/Qualifica: Transcreator
Taranto