About Videogame Localisation (4)

 Categoria: Servizi di traduzione

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Le tecniche e gli esperimenti
La piramide di Chroust
Il processo di localizzazione, come si è detto, necessita di uno studio preparatorio multilivellare. Chroust definisce una gerarchia di livelli nei quali è possibile imbattersi durante il processo di localizzazione; si tratta di una struttura a piramide alla cui base sono presenti le cosiddette Infrastrutture Tecnologiche, vale a dire tutta la preparazione e organizzazione che costituisce l’elemento propedeutico necessario ai fini della localizzazione.

Uno degli aspetti peculiari delle Infrastrutture Tecnologiche in correlazione con il genere delle avventure grafiche è la presenza dei path. I path (letteralmente “sentieri”, “percorsi”) sono ciò che distingue l’esperienza interattiva da una semplice lettura di un libro dalla struttura perfettamente lineare; i path comprendono tutte le azioni/dialoghi a disposizione del giocatore, per quanto stupide e impensabili alcune di esse possano sembrare. Ad esempio, in The Journey Down: Chapter One , del team Skygoblin, un’azione insensata come usare delle spezie su un altro personaggio dà luogo alla frase

Bwana: Little spice, some salt and pepper, fry him up …/I’m sure he’d make a fine little roast.
Bwana: Cotto con la giusta salsina e un pizzico di sale e pepe,/sarebbe un arrosto niente male.

A questo punto è ovvio come, a causa della presenza di innumerevoli path, il traduttore si trovi a tradurre molte più frasi di quante il giocatore effettivamente incontrerà nella sua esperienza. I path, inoltre, di solito vanno ricostruiti dal traduttore stesso: spesso il copione inviato dagli sviluppatori, per ragioni tecniche, si presenta in modo non lineare. Ad esempio, lo script di The Journey Down: Chapter One presenta, senza troppa coerenza, prima tutte le battute del personaggio principale, poi quelle degli altri personaggi ed infine un elenco insensato di oggetti; se ne prenda ad esempio il seguente estratto, in cui tre frasi numerate in modo progressivo non hanno alcuna connessione le une con le altre:

“bwan529″ : {
“english” : “That needs no wrenching.”
},
“bwan530″ : {
“english” : “Nah, I don’t wanna mess with this little fella.”
},
“bwan531″ : {
“english” : “The fishing pole is fine the way it is.”

Il traduttore sarà dunque costretto a possedere un’infarinatura di conoscenze informatiche settoriali.
Per tradurre, a questo punto, sarà necessario contestualizzare ogni frase all’interno dello script, in un’esperienza di gioco mirata a identificare tutti i path possibili e immaginabili. Gli appunti del traduttore compariranno più o meno così:

No need to go bragging about my beautiful broom. (COMBO MOP+SAILORS)
Ad indicare che questa frase viene pronunciata solo quando si cerca di far interagire il mocio con i marinai.

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Autrice dell’articolo:
Claudia Mucavero
Titolo/Qualifica: Transcreator
Taranto