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 Categoria: Servizi di traduzione

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Più tecnicamente, si parla di transcreazione, ovvero quel processo attraverso il quale il traduttore esprime un concetto cercando di focalizzarsi principalmente sull’effetto che quella data espressione dovrà scatenare nella mente del giocatore. Tra gli esempi più significativi, la scelta di identificare una specie di pesce inventata dallo sviluppatore in The Journey Down: Chapter One con un nome anch’esso di fantasia: il termine inventato mudyuggler diventa in italiano fangasio (un termine che fa il verso alla specie, realmente esistente, del pangasio) in quanto il tipo di pesce concepito dallo sviluppatore è l’unica specie che stanzia tra le acque fangose e piene di rifiuti della Baia di Kingsport; l’assonanza tra il fango delle acque e il nome del pesce è così forte da giustificare la scelta transcreativa.

Sempre in The Journey Down: Chapter One si assiste ad una scena dai risvolti fortemente creativi e stimolanti per il localizzatore: Bwana vuole entrare all’interno di una nave che però viene tenuta d’occhio dal Capitano di terra, il quale è restio all’idea di permettere l’ingresso a bordo ai comuni cittadini; per entrare Bwana dovrà fingersi mozzo, ma neanche questo sembra bastare, dal momento che il capitano lo interroga sulla parola d’ordine per poter accedere alla nave. A questo punto il giocatore dovrà scegliere tra una serie di parole d’ordine proposte dal gioco, sperando che almeno una delle tre possa garantirgli l’accesso. L’aspetto divertente e creativo è caratterizzato proprio dalle parole d’ordine: Bouncing barnacles! è tradotto come Per tutti i gamberi saltellanti!, dal momento che l’accezione italiana di barnacles, ovvero cirripede, risulta troppo tecnica e poco flessibile per una forma di trasformazione creativa. Lo stesso ragionamento è stato applicato alla parola d’ordine Scurvy scallions!: lo scorbuto (scurvy) era una malattia un tempo comune tra pirati e marinai e derivava dalla mancanza di vitamina c, rintracciabile in frutta e verdure; tra gli alimenti consigliati per curare questa patologia vi erano anche le cipolle (scallions). Ne consegue che una traduzione letteraria non avrebbe potuto garantire l’umorismo delle espressioni piratesche; tuttavia, si è tenuto conto della referenza storica per proporre una parola d’ordine che vede come protagonista non la cura bensì la vittima dello scorbuto, ovvero i marinai. La parola d’ordine creata per il pubblico italiano sarà quindi Corpo di mille pirati sdentati!, a ricordare le malattie dentali che affliggevano le persone affette da scorbuto.

Nello stesso videogioco, se si cerca di far interagire il protagonista con l’insegna di una tavola calda, questi commenterà

Bwana: Mama Makena’s Diner – A shining beacon of hope for any hungry sailor!

e successivamente il solito pirata corpulento gli risponderà

Marinai: A shining beacon of bacon I’d say!

Nonostante si parli di pancetta, si è ritenuto opportuno riformulare la risposta del marinaio in modo da far risaltare l’importanza del posto in cui si svolge l’intera avventura, ovvero una località marittima; l’effetto metaforico e al tempo stesso umoristico salta subito all’occhio nella versione italiana che quindi reciterà

Bwana: La tavola calda di Mama Makena: un colpo di fortuna per un marinaio affamato!

Marinai: Un colpo di fortuna, un polpo di fortuna!

Ancora, il gioco propone una scena il cui protagonista è un marinaio che, arrivato alla tavola calda di cui sopra, chiede dell’altro caffè, dal momento che ne apprezza il gusto concentrato. Mama Makena, la proprietaria della tavola calda, è ben felice di servire il suo cliente e commenta

Mama Makena: Sure thing sailor. Another brew of Mama Makena’s volcanic rock coming right up!

La traduzione italiana della versione di partenza recita Certo, marinaio. Un altro sorso dell’acqua di fuoco di Mama in arrivo!: in questo senso si è cercata un’analogia tra il caffè concentrato di Mama Makena e il modo in cui gli indiani d’America chiamavano il liquore che veniva offerto loro dagli europei, ricercando un’associazione tra lo stordimento provocato dal caffè della proprietaria della tavola calda e quello provocato dal liquore degli europei, somministrato volontariamente per poter approfittare delle terre degli indiani, così come Mama Makena vorrebbe approfittare dei soldi dei suoi clienti.

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Autrice dell’articolo:
Claudia Mucavero
Titolo/Qualifica: Transcreator
Taranto