La traduzione è possibile?

 Categoria: Problematiche della traduzione

Al di là del concetto sottolineato dall’approccio strettamente linguistico secondo il quale la traduzione implica il trasferimento del significato contenuto in una serie di segni linguistici in un’altra serie di segni linguistici attraverso l’uso competente del dizionario e della grammatica, il processo implica anche un’intera serie di criteri extra-linguistici.

Esistono due approcci diversi.
Da una parte, c’è un atteggiamento mentale secondo cui la traduzione è impossibile; questo è dovuto al fatto che, quando le persone parlano lingue diverse, percepiscono la realtà in modi diversi poiché vivono in mondi diversi. Questo atteggiamento mentale era popolare presso i ricercatori Americani Edward Sapir e Benjamin Lee Whorf. Sapir sosteneva che “nessuna coppia di lingue è sufficientemente simile da essere considerata come rappresentante della stessa realtà sociale. I mondi in cui società diverse vivono sono mondi distinti, non semplicemente lo stesso mondo con etichette diverse” [Sapir citato in Bassnett, 22].
Juri Lotman, un semiologo sovietico sostiene il dibattito di Sapir dichiarando che la società, la cultura, la letteratura e l’arte sono i prodotti di una lingua che costituisce la parte più centrale della cultura. “Nessuna lingua può esistere a meno che non sia immersa nel contesto culturale; e nessuna cultura può esistere se non ha nel suo centro la struttura di una lingua naturale”. [Lotman in Bassnett 23]

Per quanto riguarda il secondo approccio, Roman Jakobson, un linguista russo, ha distinto tre tipi di traduzione; intralinguistica – all’interno di una lingua, interlinguistica – tra due lingue all’interno dello stesso sistema di segni linguistici e intersemiotica – tra due sistemi di segni. Egli ha spiegato che la traduzione è possibile, ma non ci si può aspettare di ottenere un’equivalenza completa tra il testo sorgente e il testo di arrivo poiché tale equivalenza è impossibile in una traduzione intralinguistica con l’uso di sinonimi, così come lo è in una traduzione interlinguistica. Jakobson spiega ulteriormente che ogni unità della lingua è costituita da connotazioni e associazioni che sono impossibili da trasferire. Conclude che “la traduzione è solo un’adeguata interpretazione di un’unità linguistica di un codice straniero e che l’equivalenza è impossibile”. [Bassnett, 23].

Autore dell’articolo:
Marco Gori
Traduttore PT-EN-RU>IT
Pistoia