Visibilità dei traduttori

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Sono tre gli ambiti in cui i traduttori di libri (e le loro associazioni) dovrebbero pretendere una maggiore visibilità e un maggior riconoscimento del loro lavoro.

1) Nei libri stessi.
Il nome del traduttore dovrebbe apparire, così come richiede la stessa legge sulla proprietà intellettuale, nella pagina dei crediti. Questo purtroppo non sempre accade.
A nostro avviso il nome del traduttore dovrebbe essere presente anche in prima pagina o comunque nel frontespizio. Questo non accade quasi mai.
Alcuni colleghi sostengono poi che dovrebbe apparire addirittura in copertina ma a nostro modo di vedere questo forse sarebbe addirittura troppo.

2) Nei commenti e nelle recensioni dei libri fatti da quotidiani e riviste.
Una pratica molto frequente (e a nostro avviso deleteria), è che i critici letterari commentino un’opera tradotta come se avessero letto l’originale. Secondo noi, le recensioni dei libri dovrebbero essere svolte solo a cura dei critici in grado di dominare completamente la lingua in cui è scritta l’opera originale. A margine dovrebbe essere inserita una critica della traduzione effettuata da esperti. In tal modo, a dispetto dell’inevitabile soggettività della critica, l’autore del libro riceverebbe un giudizio obiettivo e lo stesso accadrebbe al traduttore. “Buon libro, ma la traduzione non rende come l’originale”, oppure il contrario “Pessimo libro, traduzione ottima, forse addirittura migliore dell’originale”.

3) Nella percezione sociale (formata in parte dalla critica).
Il traduttore di fatto non è percepito socialmente come un “agente culturale”, come un creatore di cultura. Allo stesso modo in cui il pubblico è capace di riconoscere la differenza tra un attore in quanto persona e il ruolo cinematografico che sta interpretando (ad esempio Luca Zingaretti e il Commissario Montalbano), dovrebbe essere possibile creare una coscienza sociale che permettesse di riconoscere il ruolo chiave dei traduttori nella costruzione della cultura. I lettori invece spesso non si rendono nemmeno conto che stanno leggendo un’opera tradotta. Magari sanno bene che l’autore è straniero però sono talmente assuefatti a leggere opere nella propria lingua che non si pongono neppure il problema. E invece dovrebbero essere messi nella condizione di rendersi conto che senza il lavoro di un traduttore quell’opera non la potrebbero neppure leggere.