Traduzione: dote innata o abilità acquisibile?

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Come abbiamo più volte sottolineato e non ci stancheremo mai di ripetere, conoscere una lingua straniera (anche molto bene) è una condizione necessaria ma non sufficiente per potersi definire buoni traduttori. Per approfondire questo tema, i nostri lettori possono consultare la sezione “Traduttori” del nostro sito web, nella quale abbiamo elencato una serie di criteri che permettono di valutare le capacità di un traduttore. La conoscenza approfondita di una lingua straniera è solo uno di essi.
In quest’articolo ci prefiggiamo di stabilire in che misura la bravura nel tradurre dipende da doti innate e, al contrario, in che misura dipende da abilità acquisibili e migliorabili nel tempo attraverso lo studio e la pratica.
Per la nostra analisi ricorriamo ai risultati di un’indagine svolta su un campione di coetanei nati e vissuti in Italia e suddiviso in tre gruppi:

1) neolaureati in lingue iscritti a un master di traduzione
2) neolaureati bilingui ma il cui percorso universitario non ha avuto niente a che vedere con la traduzione
3) individui bilingui non laureati

Messi di fronte agli stessi testi da tradurre da e verso l’italiano, i primi due gruppi hanno ottenuto risultati non molto diversi. Gli studenti del master hanno mostrato migliori capacità nella traduzione verso l’italiano mentre i loro coetanei bilingui hanno ottenuto risultati più soddisfacenti nella traduzione dall’italiano verso la seconda lingua. Gli individui del terzo gruppo hanno ottenuto risultati peggiori sia nel primo che nel secondo caso.
Risultati alla mano, possiamo effettuare almeno tre considerazioni.
La prima è che, visti i risultati del secondo e del terzo gruppo, conoscere (anche molto bene) due lingue non implica saper eseguire traduzioni di qualità.
La seconda è che, visti i risultati del primo gruppo, lo studio approfondito di una lingua e delle tecniche di traduzione comporta lo sviluppo di capacità di trattamento dei testi che permettono di raggiungere ottimi livelli qualitativi, anche se inferiori a quelli ottenuti dai bilingui del secondo gruppo per quanto riguarda la traduzione verso la seconda lingua.
La terza è che il fattore culturale influisce in maniera decisiva sui risultati, poiché gli individui del terzo gruppo, seppur bilingui, “traducono peggio” rispetto a quelli del secondo.

In estrema sintesi, raggruppando tali considerazioni, possiamo concludere che, stante l’importanza di crescere in un ambiente bilingue, lo studio approfondito di una lingua e delle tecniche di traduzione (nonché la cultura generale), influiscono in modo decisivo sulla qualità di traduzione di un determinato testo.