Ruolo del traduttore dell’Unione Europea

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

L’Unione Europea ha attualmente ventisette Paesi Membri e quindi all’incirca venti differenti lingue; pertanto essa cerca di rispettare le varie identità nazionali presenti, attraverso il principio del plurilinguismo.
Le lingue principali sono quella inglese, francese, italiana, tedesca ed olandese ma, esistono altre lingue che vengono prese in considerazione per la stesura di testi giuridici.
La lingua di lavoro è quella utilizzata durante le riunioni tra le varie istituzioni mentre, la lingua ufficiale è quella utilizzata per la corrispondenza tra i cittadini e le istituzioni.
Tutti i regolamenti e i documenti generali sono pubblicati in tutte le lingue ufficiali e poi successivamente pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
Il plurilinguismo è dunque un aspetto che caratterizza solamente l’Unione Europea ed ha come obiettivo quello di arricchire culturalmente l’Europa e di permettere a tutti i cittadini di poter godere dei propri diritti, come ad esempio quello di potersi candidare alle elezioni europee.
Ci sono stati, durante gli ultimi anni, delle fazioni che erano in disaccordo con il concetto del plurilinguismo e cercavano, al contrario, di individuare una lingua franca ovvero, un idioma di riferimento, quale l’inglese, per evitare lo spreco nei costi della traduzione dei testi ma, fortunatamente, grazie al plurilinguismo, è stato possibile combattere questo processo di imperialismo e colonialismo culturale.

Per permettere una buona comprensione dei testi giuridici da parte di tutti i cittadini europei, l’Unione Europea ha realizzato un’unità di traduzione per la quale, lavorano traduttori qualificati e specializzati.
Tramite le loro competenze tecniche e tramite la loro ottima conoscenza di almeno due lingue straniere, i traduttori dell’Unione Europea realizzano traduzioni basandosi sul principio della chiarezza linguistica e soprattutto rispettando la coerenza lessicale e concettuale tra il testo originale e quello tradotto.
Per tradurre al meglio i testi tecnici e giuridici, i traduttori si servono di specifiche strategie di traduzione che spesso, permettono di combattere il problema dell’intraducibilità di alcuni testi piuttosto ostici.
Spesso il problema dell’intraducibilità si verifica quando, il traduttore deve tradurre testi sociali ed istituzionali ed è quindi, obbligato a tener conto della diversa cultura, delle diverse organizzazioni statali, del diverso contesto.
Molto spesso, per i testi giuridici, si utilizzano delle banche dati terminologiche e quindi si ricorre anche spesso all’aiuto della traduzione automatica on line che però, non riuscirà mai ad avere la stessa efficacia e precisione di un testo redatto da un traduttore.
L’elaborazione di un testo giuridico segue delle fasi ben precise e durante queste fasi, il traduttore deve sempre tener a mente la diversità delle culture presenti nell’Unione Europea.
Il traduttore deve dunque conoscere la società in questione, avere competenze di comunicazione verbale e scritta, capacità tecniche e soprattutto una sensibilità interculturale.

Quando il traduttore effettua una traduzione, ci sono differenti finalità, in base alla tipologia della traduzione.
In effetti, c’è una distinzione tra traduzione universitaria e traduzione professionale.
La prima, serve per apprendere la lingua straniera e per migliorare la comprensione del testo; la seconda serve invece a trasmettere un messaggio a chi non comprende la lingua d’arrivo.
Il traduttore quindi, deve tenere conto sia del cotesto che del contesto.
Il cotesto è la selezione dei termini e delle parole che devono essere appropriati alla situazione descritta.
Il contesto è, invece, la conoscenza globale della situazione e della cultura presenti nel testo da tradurre.
La lingua è l’espressione della cultura di un popolo e permette la comprensione tra popoli differenti e l’affermazione della propria capacità relazionale.
La traduzione è un aspetto molto importante che ha come obiettivo il trasferimento del significato e del senso, di un termine, da una lingua di partenza ad una lingua d’arrivo.
Il traduttore, ed anche il mediatore, con particolari strategie di traduzione, cercano di rispettare le due lingue ma, soprattutto le due culture.
Tra le varie tipologie di strategie di traduzione c’è, ad esempio, la parasinonimia che consiste nel ricercare dei sinonimi, aggiungendo un senso supplementare alla frase tradotta.
Con la parafrasi, il traduttore, realizza una frase simile a quella originale ma, esprimendosi in maniera differente. La parafrasi è legittima quando rispetta il senso ed il registro del messaggio della lingua originale.
Essa è invece volontaria, quando il traduttore afferma esplicitamente di aver manipolato il testo originale, aggiungendo degli elementi.

Domani sarà pubblicata la seconda parte di questo interessante articolo sul ruolo del traduttore dell’Unione Europea.

Autore dell’articolo:
Teresa Viterbo
Dottoressa in Lingue e letterature straniere, indirizzo di comunicazione linguistica ed interculturale; specilizzanda in traduzione specialistica campo medico e giuridico