Ruolo del traduttore dell’Unione Europea (3)

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Altri elementi di cui il traduttore deve tener conto, quando si accinge a realizzare una traduzione, sono: il destinatario ed il mittente del testo, il mezzo per permettere la comunicazione ed il linguaggio da utilizzare.
Il linguaggio istituzionale deve quindi rispettare specifiche caratteristiche quali: la semplicità, chiarezza, obiettività, impersonalità, l’utilizzo di termini e simboli specifici, neutralità emotiva, coerenza logica e mancanza di ambiguità.
Il traduttore dell’Unione Europea, si trova a dover tradurre differenti testi come atti normativi, documenti politici ed amministrativi, testi d’informazione.
I traduttori dell’Unione Europea utilizzano particolari strategie di traduzione, come i neologismi semantici ed i neologismi combinatori.
I neologismi semantici introducono un elevamento ed una sostituzione del senso originale dei termini; i neologismi combinatori sono invece la combinazione di due o più parole per creare un termine stabile.
Nel linguaggio dell’Unione Europea c’ è spesso la creazione di nuovi termini tramite l’uso di prefissi e suffissi ed è anche molto diffuso l’uso delle abbreviazioni.

Al termine della traduzione, un collaboratore del traduttore, il revisore, controlla il lavoro effettuato dal traduttore ed egli può rifiutare totalmente il testo o accettarlo apportando delle modifiche, se necessario, tramite: la semplice rilettura del testo per verificare la coerenza e la chiarezza, tramite la lettura incrociata per verificare che le scelte effettuate siano valide, tramite la revisione dei termini e del lessico per controllare i termini tecnici ed infine, tramite la revisione dei termini e del lessico per migliorare il testo.
Il revisore, durante la rilettura, può riscontrare otto categorie di errori, che sono così classificati: traduzione scorretta, omissione, terminologia tecnica scorretta, errori di ortografia, errori di grammatica, errori di punteggiatura, errori di chiarezza, assenza di documenti di riferimento.

Per realizzare la traduzione dei testi della Comunità Europea, lavorano circa 3500 traduttori divisi nei diversi organi che se ne occupano: Commissione Europea, Direzione generale di traduzione, Consiglio Europeo, il Parlamento Europeo, la Corte di Giustizia delle Comunità Europee, il Tribunale ed infine altri organi consultativi come il Comitato economico e sociale ed il Comitato della Regioni.
I traduttori, possono iniziare a lavorare presso l’Unione Europea, tramite un concorso pubblico (che prevede prove scritte ed orali), titoli ed esami e devono avere competenze specifiche come: conoscere almeno una lingua straniera, possedere un’assoluta padronanza della propria lingua madre, avere una laurea.
Per affrontare la questione del plurilinguismo e per realizzare un’ottima traduzione, i traduttori analizzano il testo originale, fanno riferimento a delle lingue dette “ponte” ed infine fanno riferimento ad altre lingue.

Ultimamente la traduzione è diventata un’attività più visibile e per questo è nato un nuovo campo di studi accademici, chiamato studio di traduzione. Si è iniziato a parlare dello studio della traduzione, soprattutto nel Regno Unito, quando alcuni testi letterari stranieri, sono stati tradotti in lingua inglese. Gli studi di traduzione si dividono in letteratura comparativa e linguistica. Durante questi studi, è stata individuata un’ulteriore differenziazione tra gli studi di traduzione e gli studi di cultura.
Gli studi di traduzione sono effettuati per la lingua e per la cultura e quindi, è realizzata una traduzione tra due culture e due lingue; gli studi di cultura, invece, lavorano solamente in una lingua.
Il concetto di cultura è quindi molto importante per la traduzione e di conseguenza per il plurilinguismo.
Il traduttore può apprendere l’altra cultura tramite l’esperienza e con altri aspetti sociali e linguistici che hanno un’incidenza sulla dimensione sociale dell’uso della lingua.
La cultura è definita come: ricerca di perfezione, sviluppo della società, aiuto per le nostre difficoltà, sviluppo delle abilità morali ed intellettuali grazie all’educazione, sistema di differenziazione tra gruppi di persone, insieme di conoscenze, credenze, arte, morale di una persona che appartiene ad una particolare società.
Come conseguenza, è ovvia la diversa definizione del traduttore e del mediatore: il traduttore legge i testi prima di tradurli ed effettua la traduzione tra due parti dove c’è un’evidente comunicazione problematica; il mediatore invece deve avere la capacità di permettere la comunicazione tra differenti culture e quindi realizza la traduzione, prima dell’evento.
Il plurilinguismo è quindi la capacità degli Organismi dell’Unione Europea di effettuare l’attività istituzionale tra lingue diverse.

L’Unione Europea incoraggia quindi, il plurilinguismo perché esso rappresenta la capacità di una persona di conoscere più di una lingua ma, rappresenta anche, la presenza di differenti comunità linguistiche nella stessa area geografica, anche al fine di promuovere lo sviluppo economico.
La diversità delle lingue parlate nell’Unione Europea non deve rappresentare un ostacolo ma, al contrario, un ponte che permette la comprensione ed il rispetto reciproco.
Gli insegnanti hanno un ruolo fondamentale, per l’apprendimento delle lingue straniere, ed essi hanno il compito di insegnarle ai bambini ma, anche agli adulti.
La conoscenza linguistica è anche importante nel mondo commerciale, nella pubblicità, nel giornalismo, nel servizio turistico.

Grazie alla conoscenza di altre lingue, l’uomo è predisposto al dialogo, all’apertura verso altre culture, alla tolleranza, alla comprensione, tutti questi, elementi utili per l’affermazione della pace.

Autore dell’articolo:
Teresa Viterbo
Dottoressa in Lingue e letterature straniere, indirizzo di comunicazione linguistica ed interculturale; specilizzanda in traduzione specialistica campo medico e giuridico