L’arcilettore

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Appare del tutto evidente come un traduttore prima di essere tale sia in primo luogo un lettore, poiché prima di tradurre un testo deve comunque leggerlo. Tuttavia, il suo ruolo lo rende un lettore molto particolare.
Un traduttore si differenzia infatti dal semplice lettore per varie ragioni.
La prima, molto banalmente, è che il testo che si trova di fronte è scritto in una lingua diversa dalla sua.
La seconda riguarda l’intenzione e l’intensità della sua lettura: il traduttore non potrà limitarsi ad una lettura superficiale come talvolta accade per il lettore comune, ma dovrà capirlo ed entrarvi dentro completamente.

Un’altra differenza, decisamente la più importante, è che questa lettura ha il potere di condizionare tutte le letture successive. Il traduttore è un lettore con potere sopra tutti gli altri.
Nella sua opera di traduzione, il traduttore individua le caratteristiche rilevanti dei testi che ha di fronte e, nella misura in cui essi siano aperti ad interpretazione, seleziona possibilità interpretative, apre e chiude porte, permettendo alcune letture e negandone altre, tutto ciò attraverso una concatenazione ininterrotta di decisioni.
Si tratta di un compito carico di responsabilità, dato che, nella sua veste di primo lettore, di “arcilettore”, la sua missione è quella di impostare una chiave di lettura per tutti coloro che verranno dopo di lui. Dinanzi a loro, l’opera esisterà solo nella forma che egli abbia stabilito e permetterà solo le interpretazioni che, consapevolmente o inconsapevolmente, egli abbia consentito.