La carriera di interprete presso l’UE

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Oltre alla necessità di traduttori in lingue dell’Europa dell’Est, le istituzioni europee stanno cercando anche madrelingua inglese che parlino altre lingue. Gli individui con queste caratteristiche sono diventati merce rara poiché, visto il ruolo di assoluto dominio della lingua inglese a livello planetario, pochi giovani inglesi sentono il bisogno di imparare altre lingue.
Si calcola che le istituzioni europee entro il 2015 necessiteranno di altri 300 traduttori inglesi.
Inoltre, c’è una richiesta crescente di interpreti e traduttori da e verso il cinese, l’arabo e il russo per venire incontro alle esigenze delle centinaia di giornalisti stranieri che presenziano alle conferenze stampa e alle sessioni che si tengono presso le istituzioni europee.

Per lavorare come interprete presso l’UE è necessario acquisire una formazione accademica di alto profilo, sia attraverso un ciclo di studi universitari mirato, sia attraverso dottorati specifici.
È inoltre imprescindibile, o, quantomeno, fortemente raccomandabile, avere la padronanza di tre lingue oltre alla propria. Per ottenere la qualifica di interprete accreditato presso le istituzioni europee occorre superare un esame, nel quale vengono valutate le capacità di interpretazione simultanea e consecutiva dei candidati. Per diventare funzionari è necessario partecipare ad un concorso e vincerlo. Questo tipo di percorso è del tutto trasparente e assicura che tutti abbiano le stesse opportunità di accesso alla carriera. Gli interpreti esterni invece, vengono contattati in qualità di freelance e non è obbligatorio che siano cittadini dell’Unione.

Gli organi comunitari competenti stanno stipulando accordi con i governi, le università, le scuole e tutte le altre istituzioni coinvolte, affinché tutti mettano il proprio granello di sabbia per la buona riuscita del progetto.
Il multilinguismo è una parte essenziale del progetto comunitario e dev’esser fatto tutto il possibile per assicurare che i servizi di traduzione e i servizi di interpretariato rispondano in modo adeguato alle esigenze dei cittadini europei.