Il revisore

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Una delle cose che produce più disagio ai traduttori, ed in particolare ai traduttori di opere letterarie, è l’impossibilità di difendere il testo tradotto una volta consegnato. In linea di principio, e in accordo con quanto stabilito nel contratto, l’editore si riserva il diritto di rifiutare o accettare la traduzione dopo un’adeguata revisione, ma senza menzionare chi la effettuerà.
Alcune case editrici, il cui volume di traduzioni giustifica certe spese, hanno una o più persone che si occupano di tale compito, ma il traduttore non ha alcuna garanzia che queste siano debitamente qualificate per giudicare e correggere il loro lavoro.
La revisione di un testo presenta notevoli difficoltà e richiede una formazione e una sensibilità simili, se non superiori, a quelle dello scrittore o del traduttore. Il revisore affronta infatti un compito essenziale e delicatissimo poiché dal suo lavoro dipenderanno le sorti commerciali del libro oltre che la reputazione in primo luogo dell’autore e in seconda istanza del traduttore. Nonostante ciò, come spesso accade nel mondo del lavoro, prevale una logica del tutto paradossale. L’opera di revisione viene remunerata pochissimo e per questo motivo affidata a mani spesso inesperte.

Ad ogni modo, lo scrittore non deve temere di non essere consultato. Prima che l’opera finisca sulle bancarelle delle librerie l’autore avrà sicuramente la possibilità di esprimere giudizi ed opinioni vincolanti.
La stessa sorte purtroppo non verrà riservata al povero traduttore. A meno che non si tratti di un traduttore con un certo nome (e talvolta neppure in questo caso), non gli verrà data la possibilità di avere un confronto con il revisore, anche se ciò permetterebbe di ottenere un livello di qualità del testo finale sicuramente più alto.