Il localizzatore: mestiere sottovalutato

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Se si cerca su un dizionario tradizionale la definizione del termine localizzazione, difficilmente corrisponderà ad esso un’accezione che vada al di là della mera attribuzione spaziale o temporale di qualche cosa. Sui dizionari di recente pubblicazione, si troverà invece che al termine localizzazione corrisponde un’altra spiegazione legata ad un fenomeno moderno, ovvero il “processo per rendere un prodotto linguisticamente e culturalmente adeguato al mercato di destinazione”.

Ma cos’è esattamente la localizzazione? Chi se ne occupa? Quanti sono a conoscenza dell’esistenza di un settore che può essere davvero molto redditizio per chi svolge il difficile mestiere del traduttore? La localizzazione è un fenomeno recente, che si può fare risalire agli anni ‘80, quando finalmente si inizia a comprendere che affinché la globalizzazione possa avvenire a tutto tondo, è necessario avvalersi del prezioso ausilio di internet.

Le industrie informatiche, al fine di adattare i propri prodotti alle aspettative dei clienti, capiscono l’urgenza di appoggiarsi ad una figura professionale appropriata che sia in grado di tradurre i siti web, la terminologia dei prodotti hardware e software e tutta la documentazione informatica, e che al contempo sia in possesso di imprescindibili competenze informatiche. È così che nasce la figura del localizzatore, un traduttore specializzato con abilità informatiche.

Il localizzatore non si occupa soltanto di materiale linguistico, ma anche di dati non linguistici che necessitano un adattamento in funzione del contesto d’uso a cui sono destinati. Esempi sono il formato di una data, l’orario, le unità di misurazione, la conversione delle valute o le immagini connotate culturalmente. Per questa ragione bisogna tenere nella giusta considerazione gli aspetti e le diversità culturali legati al processo di localizzazione, poiché sono proprio questi ultimi a determinare la differenza nel modo di recepire il messaggio da parte dei destinatari.

La mole di lavoro e di difficoltà che un localizzatore deve affrontare non è certo indifferente; si tratta di un processo lungo e complesso che richiede una pianificazione in diverse fasi.
Queste vanno dall’analisi del materiale che dovrà essere localizzato, ai vari testing delle funzionalità del prodotto, sia in itinere che finali, passando per l’identificazione delle risorse umane, la loro gestione e l’attività di traduzione e di ingegnerizzazione che costituiscono il fulcro di tutto il lavoro. È vero che il localizzatore può avvalersi dell’ausilio di strumenti come le fonti on-line e off-line (dizionari terminologici, database di traduzioni precedenti, sistemi di traduzione automatica) che consentono di accelerare notevolmente i tempi, ma rimane il fatto che il suo lavoro deve svolgersi in tempi abbastanza ristretti per adempiere alle scadenze fissate dal committente.

Domani verrà pubblicata la seconda parte dell’articolo.

Autore dell’articolo:
Federica Capodici
Laureata in Lingue e culture moderne
Aspirante traduttrice ES>IT
Casteltermini (AG)