I traduttori militari (2)

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

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I traduttori militari oggi
La Rivoluzione e la guerra civile interruppero brevemente la tradizione di preparare traduttori militari qualificati.  Tuttavia, il comando dell’Armata Rossa era conscio dell’enorme valore di questo tipo di quadri e, già a partire dal 1929, vennero adottate misure mirate a ripristinare la figura del traduttore militare.
Nel 1940, presso il Secondo Istituto Statale di Pedagogia delle Lingue Straniere di Mosca (in russo 2-oj MGPIIJA), venne istituita una facoltà militare speciale, che aveva lo status di ente militare di istruzione superiore. Il suo primo direttore era il generale di divisione Nikolaj Nikolaevič Bijazi, discendente di immigrati italiani. Fu un uomo dal destino incredibile, che attraversò due guerre mondiali. La sua biografia richiederebbe un lavoro dedicato, ma nell’ambito di quest’articolo, possiamo dire che fu proprio lui a posare la prima pietra di un complesso ed efficiente sistema finalizzato alla preparazione dei traduttori militari.

Nella guerra civile spagnola, nella battaglia di Khalkhin Gol, nella battaglia del lago di Chasan. nella guerra di Finlandia, ovunque, i laureati delle facoltà di lingue orientali e di lingue occidentali del nuovo istituto si rivelarono molto utili.Tuttavia, la prova del fuoco per i traduttori militari, nonché per l’intero paese, fu la Grande Guerra Patriottica.
Durante il conflitto, i traduttori assolsero a molti compiti importanti e di grande responsabilità: interrogavano i prigionieri, cercavano le spie attraverso le linee del fronte, traducevano i documenti e la corrispondenza sequestrati al nemico, facevano propaganda attraverso gli altoparlanti. Durante le battute finali della guerra, il loro lavoro diede un grosso contributo nel costringere alla resa le guarnigioni tedesche che si trovavano nelle città europee liberate dall’Armata Rossa. In tempo di guerra, fra i laureati della facoltà di traduzione c’erano anche l’attore Vladimir Etuš e lo scrittore Arkadij Strugackij.

Nel dopoguerra, i traduttori militari sovietici lavoravano in tutto il mondo: Cuba, Angola, Mozambico, Egitto, Yemen, Algeria, Libia, Vietnam, Corea e Laos.
Una grande prova fu la guerra in Afghanistan, dove i traduttori che facevano parte del contingente sovietico, sovente, si distinsero in missioni di combattimento portate a termine, spesso e volentieri, a rischio della vita.
Oggi, l’Università Militare del distretto di Mosca, erede delle gloriose tradizioni della Facoltà Militare, prepara traduttori specializzati in tutte le lingue del mondo. La rinascente potenza militare della Russia e i suoi interessi nei diversi paesi del mondo richiedono, fra le altre cose, anche i loro servigi. Il Vicino e il Medio Oriente, l’Asia meridionale e sud-orientale, il Lontano Oriente e il continente africano sono le direzioni prioritarie per la Russia e per i suoi traduttori militari.

Fonte: Articolo pubblicato sul sito histrf.ru

Traduzione a cura di:
Daniele Franzoni
PhD
Genova