Gli interpreti e i traduttori di domani

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

Nonostante i numeri impressionanti citati negli articoli dei giorni scorsi, l’efficiente impianto che rende possibile la comunicazione all’interno delle istituzioni europee è in pericolo: si prevede infatti che nei prossimi 15 anni andrà in pensione il 18% degli interpreti attualmente in servizio.

“Se non cominciamo a programmare oggi il futuro, avremo presto difficoltà nel soddisfare le necessità di un’Unione in continua espansione: occorre iniziare a reclutare e a formare i traduttori e gli interpreti futuri“, ha spiegato in una conferenza stampa la Direttrice generale della DG Interpretazione.
“Il lavoro degli interpreti è fondamentale in questo momento storico. In tempi di guerra sono le armi che decidono i rapporti di forza; in tempi di pace, come quelli che sta vivendo attualmente l’Europa, il futuro viene deciso attraverso le negoziazioni diplomatiche. I traduttori sono essenziali in quest’ambito, senza di loro non sarebbe possibile raggiungere gli accordi internazionali che permettono il protrarsi dell’attuale situazione”.

Per far fronte alla situazione di probabile futura insufficienza di risorse, il programma delle istituzioni europee è chiaro e univoco: reclutare e formare quanto prima gli interpreti e i traduttori di domani. “L’obiettivo principale è sostituire gradualmente i professionisti “storici” che prestano i propri servizi da moltissimi anni e che andranno presto in pensione. In secondo luogo, dobbiamo programmare l’inserimento di nuove risorse per le lingue dei paesi che entro breve verranno inglobati nell’Unione”, ha affermato la Direttrice generale della DGI.
Dal canto suo, il vicepresidente del Parlamento Europeo, ha aggiunto che è necessario aumentare le risorse per le traduzioni nelle lingue dei paesi dell’Europa dell’Est, che attualmente sono troppo scarse.