Attenti alle truffe della traduzione (3)

 Categoria: Operatori nel settore traduzioni

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Chi vi ruba i soldi

  • Quando dovete pagare per lavorare: al contempo semplice e spaventosamente efficace, questa pratica disonesta consiste nel vendere un servizio inutile. Appena messi in proprio, ancora poco pratici della propria professione e ansiosi di ottenere i primi contratti, alcuni freelance possono infatti lasciarsi convincere di avere bisogno di un certificato, iscriversi a un portale, sottoscrivere un servizio di rete di contatti o acquistare uno strumento rivoluzionario per raggiungere i clienti o ottenere contratti che, nella migliore delle ipotesi, sono ben lontani dall’essere favolosi come sperato e, nella peggiore, non si materializzeranno mai!
  • Il sovrapprezzo da rimborsare : Questa frode molto diffusa consiste nell’adescare un traduttore proponendogli un contratto da sogno (testo interessante, scadenze comode e generosa remunerazione). Se il traduttore accetta l’allettante offerta, riceve un assegno (talvolta di importo superiore a quello della prestazione) che depone in banca prima che il truffatore chieda, qualche giorno dopo, di essere rimborsato (generalmente tramite PayPal, così il trasferimento di denaro avviene prima che l’assegno venga, ovviamente, dichiarato scoperto).
  • La truffa 419 detta “alla nigeriana”: questo grande classico delle truffe esisteva già ben prima della nascita di internet, ma il suo potere nocivo è decuplicato da allora. Il principio consiste nel promettere una grande somma di denaro (nell’ordine delle centinaia di migliaia, perfino milioni di dollari, generalmente bloccati in un paese dell’Africa occidentale, o alle volte in Iraq, Iran etc.) in cambio di un “esiguo” importo da anticipare per potervi accedere. La somma ovviamente non esiste, e le quantità versate per facilitarne il trasferimento saranno di fatto perdute.

Come evitare di cascarci:

  • Prima di tutto, restate con i piedi per terra: “se è troppo bello per essere vero, allora probabilmente non lo è”, ci insegna la legge di Murphy.
  • È opportuno mostrarsi particolarmente vigili nelle relazioni con i potenziali clienti, in modo da evitare le beffe. Tra i dettagli che devono tenervi in allerta segnaliamo la bassa padronanza della lingua con cui viene scritto il messaggio che ricevete, discorsi poco professionali nei contenuti, pratiche contrarie agli usi quali l’accettazione immediata di un preventivo o la proposta di pagarvi in anticipo, tutte pressioni mirate a farvi prendere una decisione repentina e, in misura inferiore, un indirizzo di messaggistica gratuita o l’assenza di firma. Queste attenzioni sono da tenere sempre per qualsiasi nuovo potenziale cliente, qualunque sia il contesto.
  • Verificate sempre le informazioni a vostra disposizione: fate una ricerca su internet con il primo paragrafo che vi viene proposto di tradurre e cercate tra i forum di traduzione il nome del vostro contatto per essere sicuri che non siano legati a truffe.
  • Non accettate mai assegni da persone o enti che non conoscete. Questo metodo di pagamento è poco diffuso tra i paesi, soprattutto perché spesso è di supporto ad attività fraudolente. Per precauzione, non abbiate timore di chiedere un acconto o un pagamento anticipato (senza assegni!).

Questa lista purtroppo è ben lontana dall’essere esaustiva, e i truffatori possono vantare una certa creatività. Restate vigili e non esitate a condividere la vostra esperienza se siete stati vittime o testimoni di pratiche fraudolente nei confronti  dei traduttori.

Fonte: Articolo scritto da Gaëlle Gagné e pubblicato il 12/02/2012 sul sito di Trëma Traductions

Traduzione a cura di:
Giulia Foiera
Traduttrice freelance FR/EN>IT EN/IT>FR