Qual è la lingua “migliore”?

 Categoria: Le lingue

L’articolo di oggi è una traduzione dall’italiano all’inglese di un articolo scritto da Corinne McKay e pubblicato l’8 aprile 2013 sul Blog Thoughts on Translation.

Anni fa avevamo ricevuto una traduzione dello stesso articolo ad opera di un’altra traduttrice, Raffaella Esposito. Non è la prima volta che capita un evento del genere, anzi, ultimamente è accaduto in diverse occasioni.

Come abbiamo sottolineato in quelle circostanze, non è detto che una delle due versioni sia migliore dell’altra, anzi è assolutamente plausibile che siano entrambe valide seppur diverse fra loro.
Vi invitiamo a leggere l’articolo “La traduzione non è matematica” come approfondimento.

Qui di seguito la traduzione dell’articolo di Corinne McKay eseguita da Marina Rossi.

Mi viene spesso posta questa domanda, in diverse forme:

  • Vorrei diventare un traduttore/interprete: quale lingua dovrei studiare?
  • Qual è la lingua maggiormente richiesta nel campo della traduzione e dell’interpretariato?
  • Qual è la lingua migliore che un traduttore o un interprete dovrebbe conoscere?

La risposta, così come la risposta a molte domande riguardanti il lavoro da freelance, è un fragoroso dipende. Esprimerò qui le mie opinioni, poi cortesemente esprimete anche le vostre (così che le possa usare per rispondere a questa domanda la prossima volta che mi verrà posta!)

Per me “richiesta” e “migliore” sono due cose differenti. Ad esempio negli Stati Uniti la lingua generalmente più richiesta è senza dubbio lo spagnolo. È la seconda lingua più parlata negli USA, dopo l’inglese (a ciò aggiungo uno dei miei aneddoti preferiti, cioè che gli Stati Uniti non hanno una lingua ufficiale!). Ma quando le persone domandano a proposito della lingua “migliore”, solitamente essi si riferiscono a una sorta di equilibrio tra domanda e potenziale profitto, anche quando non si esprimono in questi termini. E in termini di potenziale profitto, i traduttori dallo spagnolo si trovano ad affrontare molte sfide, a cominciare dall’elevata competitività dei traduttori che vivono in America Latina, il cui standard di vita è assai più basso, e i quali hanno lo stesso fuso orario dei clienti statunitensi. A ciò bisogna aggiungere che, essendoci così tanti parlanti spagnoli negli Stati Uniti, i traduttori ed interpreti professionisti spesso si scontrano con la mentalità del “tutti possono tradurre” diffusa tra alcuni aspiranti traduttori e interpreti e persino tra alcuni clienti. Quindi, nonostante l’elevatissima richiesta per quanto riguarda la lingua spagnola negli Stati Uniti, non è probabilmente la lingua che incoraggerei a imparare, soprattutto se si sta iniziando da zero.

Seconda parte di questo articolo >

Fonte: articolo originale pubblicato in inglese l’8 aprile 2013 da Corinne McKay sul Blog Thoughts on Translation

Autore dell’articolo:
Marina Rossi
Traduttrice EN-ES>IT
Grottaferrata (RM)