Lingue opache e lingue trasparenti

 Categoria: Le lingue

Qualche anno fa in una scuola per l’insegnamento dell’inglese come lingua straniera nella pittoresca cittadina di Cambridge, il nostro professore, conoscendo le difficoltà di noi poveri studenti stranieri ad imparare la pronuncia e lo spelling di una lingua come l’inglese, ci portò ad esempio il testo di una spassosa filastrocca:

I take it you already know
Of tough and bough and cough and dough?
Others may stumble, but not you
On hiccough, thorough, slough, and through.
Well don’t! And now you wish, perhaps,
To learn of less familiar traps.
Beware of heard, a dreadful word
That looks like beard but sounds like bird.
And dead: it’s said like bed, not bead,
For goodness sake don’t call it deed!
Watch out for meat and great and threat
(They rhyme with suite and straight and debt).
A moth is not a moth as in mother
Nor both as in bother, nor broth as in brother,
And here is not a match for there,
Nor dear and fear, for bear and pear.
And then there’s dose and rose and lose –
Just look them up — and goose and choose
And cork and work and card and ward
And font and front and word and sword
And do and go, then thwart and cart,
Come, come! I’ve hardly made a start.
A dreadful Language? Why man alive!
I learned to talk it when I was five.
And yet to write it, the more I tried,
I hadn’t learned it at fifty-five.

Persino un buon conoscitore di quella che l’autore di questa filastrocca definisce “a dreadful Language” impiegherebbe qualche sforzo in più del normale per evitare di inciampare sulle parole di questa filastrocca-scioglilingua.
Questo ci apre ad un’interessante riflessione sulle caratteristiche dell’ortografia delle lingue, che i linguisti sono soliti distinguere in lingue opache e lingue trasparenti: opache quando ad un grafema possono corrispondere diversi fonemi, e trasparenti quando ogni grafema corrisponde a un fonema. Il livello di trasparenza fonologica di una lingua può variare di molto e la English Spelling Society, un’organizzazione internazionale con sede in Gran Bretagna, ne propone un elenco.

Sull’italiano siamo tutti d’accordo: è una lingua trasparente. A esso si aggiunge lo spagnolo, il portoghese e altre lingue meno scontate come l’ungherese, il serbocroato.
Anche sull’inglese tutti concordano nel dire che si tratti di una lingua opaca.
Altre lingue invece si trovano in una posizione intermedia come l’olandese, il francese e il tedesco. Questa distinzione è di importanza cruciale, in quanto un maggiore grado di opacità in una lingua potrebbe costituire un fattore sfavorevole in soggetti predisposti a disturbi quali la dislessia. Diversi studi hanno dimostrato inoltre che i bambini italiani (o qualsiasi altra lingua “trasparente”) apprendono a leggere più rapidamente grazie alla corrispondenza tra scrittura e pronuncia; e riescono anche a leggere parole nuove in base alla coerenza delle regole di lettura. I bambini di lingua inglese, al contrario, impiegano molto più tempo ad imparare a leggere e tendono a memorizzare più fonemi possibili in vari contesti, così da avere a disposizione un bagaglio di informazioni più grande che consenta loro di affrontare la lettura.

Fatte queste considerazioni propongo a Voi, miei gentili lettori anglofoni, un po’ di spasso andandovi a leggere qualche altra filastrocca-scioglilingua di quella che, pur con i difetti e le difficoltà che conosciamo e abbiamo visto, rimane una lingua fantastica e inimitabile.
A questo link della English Spelling Society troverete quello che fa per voi!

http://www.spellingsociety.org/news/media/poems.php

Buona lettura!

Autore dell’articolo:
Roberto Ciampi
Traduttore EN-ES>IT
Perugia