Lingua e cultura serba e croata

 Categoria: Le lingue

Il serbo e il croato appartengono al ramo meridionale delle lingue slave che sono diffuse nella parte occidentale della penisola balcanica. Queste lingue godono dello status di lingua ufficiale in Serbia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro. Nel corso del XX secolo, la lingua dei popoli di questi paesi, cioè dei serbi, croati, bosniaci e montenegrini, era considerata un’unica lingua denominata il serbo-croato che presentava variazioni territoriali, in modo simile in cui l’inglese conosce le differenze tra la variazione britannica e americana. Sebbene questi 4 popoli siano connotati da una forte affinità linguistica, dal punto di vista storico e culturale manifestano profonde differenze che in alcuni casi risalgono a 1500 anni fa.

I croati, che professano la religione cattolica, tendevano verso l’Europa occidentale sin dall’antichità mentre il popolo dei serbi e montenegrini, entrambi dei quali sono cristiani ortodossi, dimostravano maggiori affinità con l’Impero bizantino. I bosniaci, invece, sono un popolo slavo della Bosnia che si è convertito alla religione musulmana e che ha subito una forte influenza culturale dell’Oriente durante il dominio dell’Impero ottomano. A partire dalla fine del XX secolo è diventata ormai una norma considerare la lingua di queste popolazioni come diverse lingue a sé stanti. Di conseguenza, allo stato attuale, la lingua dei croati viene chiamata il croato, quella dei serbi e montenegrini-il serbo mentre la lingua dei bosniaci è comunemente nota come il bosniaco. Non è riconosciuta, invece, l’esistenza della lingua montenegrina.

Nel mondo vi sono intorno a 20 milioni di parlanti del serbo, croato e bosniaco. Le differenze linguistiche più rilevanti sussistono tra il serbo e il croato, mentre la peculiarità del bosniaco si riflette principalmente nell’integrazione di prestiti dal turco a scapito di termini di origine slava.  Le differenze tra il serbo e il croato, però, non costituiscono in nessun modo un ostacolo alla comprensione in quanto è possibile raggiungere completa padronanza di entrambi con il dovuto impegno. Le differenze tra il serbo e il croato si osservano soprattutto a livello lessicale, per esempio, i serbi usano il termine “хлеб” per riferirsi al “pane” mentre i croati usano il termine “kruh”. Allo stesso modo, per riferirsi al “teatro” in serbo viene usato il termine  “позориште” e in croato “ kazaliste”, e per la “famiglia” si hanno i termini “породица” in serbo e “obitelj” in croato. In serbo sono in uso sia l’alfabeto cirillico che l’alfabeto latino, mentre in croato viene usato soltanto l’alfabeto latino.

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Articolo pubblicato sul sito del Dipartimento di filologia slava della Facoltà di filologia dell’Università statale di Mosca Lomonosov

Traduzione a cura di:
Vladimir Dokic
Bergamo
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