L’arabo è un diamante dalle mille facce (4)

 Categoria: Le lingue

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Entrambe le trascrizioni dialettali usano i comuni numeri per rappresentare i suoni arabi, 7 è pronunciata nella parte posteriore della gola, 3 è una consonante difficile e gutturale chiamata voce fricativa faringea. 2 è la fermata glottale.

Ci vuole occhio per vedere le poche parole in comune tra i dialetti, Anche permettendo agli oratori di raccontare la storia con le loro stesse parole le differenze sarebbero nette.

Per coloro che amano la diversità linguistica, è tutto molto divertente. Per coloro che vogliono che le lingue in generale restino invariate, e per quelli in particolare che vogliono che l’arabo rimanga immutato come unica lingua comprensibile, cioè diviene molto difficile. Per lo studente di lingue, è un compito scoraggiante. Essere competenti in arabo significa apprendere una lingua da leggere e scrivere e una lingua correlata da vari elementi  (come il latino e poi l’italiano) da poter parlare. Inoltre, il povero straniero si limiterà a comprendere solo una parte del mondo arabo. Parlando del declino del pan-arabismo, è probabile che l’incapacità degli arabi di muoversi nella regione, e parlare correttamente ed essere facilmente compresi sia il motivo per cui non sempre essi si sentono un unico popolo.

C’è un detto tra i linguisti che dice una lingua è un dialetto sono un esercito con una flotta. Questo di solito significa che le lingue prive di uno stato vengono sminuite. Ma qui vediamo un caso opposto al problema: la lingua araba, diffusa in più di 20 paesi, ha troppi eserciti e flotte.

Addendum: anche più del solito, incoraggio i lettori a esaminare i commenti qui sotto. Un certo numero di madrelingua pensa che l’account sopra esageri le differenze dialettali. Dato un migliaio di parole in più avrei potuto aggiungere molti più dettagli e sfumature a questo account. Forse, cosa più importante, e che non ho del tutto precisato che i dialetti occidentali (in particolare marocchini) sono separati nettamente da quelli orientali (egiziano, levantino e così via). All’interno dei dialetti orientali, esistono linee nette che li separano, da linee dialettali più facili. alcuni dialetti sono parlati in più paesi, come il continuum levantino parlato in Siria, Giordania, Libano e Palestina. I lettori non dovrebbero avere l’impressione che la maggior parte degli arabi non possano parlare tra loro attraverso i vari paesi. Possono, in particolare quelli che possiedono conoscenze metalinguistiche per ridurre al minimo le caratteristiche insolite dei propri dialetti e utilizzare consapevolmente frasi di uso comune.

Ecco una tipica vignetta riguardante gli adolescenti che non sanno ancora parlare bene questa lingua. Viene trasmesso da un linguista tunisino, Mohamed Maamouri, a  un sedicenne di Tunisi di nome Khaled, in visita a suo cugino in Arabia Saudita:

“Khaled e Sourour non parlano gli stessi dialetti arabi. Khaled comprende la maggior parte di ciò che Sourour dice quando parla in arabo, ma lei non capisce il tunisino. Deve usare il Fusha o il francese per parlarle. Finalmente trovano il modo di comprendersi i due. Ma il suo francese non è corretto  come il suo. Quando torna a Tunisi, vuole scriverle delle lettere, così le scrive in Fusha con termini in francese e inglese”.

L’intero articolo di Maamouri è interessante (e non è tecnico), per i lettori che desiderano maggiori dettagli sull’argomento.

Fonte: Traduzione libera dell’articolo pubblicato il 21 giugno del 2013 sul blog Johnson dell’Economist