La lingua inglese nel mondo

 Categoria: Le lingue

Cimentandosi nell’ambito della traduzione è possibile scontrarsi con parole o espressioni tipicamente appartenenti a culture e lingue molto lontane dalle nostre, soprattutto quando si ha a che fare con testi postcoloniali, che spesso presentano un vocabolario colorito e ricco di termini autoctoni delle regioni nei quali sono stati scritti e ambientati. Questo avviene soprattutto in quei romanzi che, seppur prevalentemente scritti in una lingua europea ed ex coloniale come l’inglese, il francese o lo spagnolo, hanno comunque al loro interno sfumature, colori e odori delle terre africane, caraibiche o asiatiche in cui queste lingue sono state importate. In gran parte della letteratura africana, per esempio, questo fenomeno è molto diffuso, e porta il traduttore a doversi misurare con realtà decisamente estranee e, di conseguenza, con alcune difficoltà che, per quanto affascinanti e interessanti possano dimostrarsi, restano comunque delle sfide significative.

Tutto ciò è ancora più vero quando si ha a che fare con la letteratura di nazioni con un passato coloniale duro e contrassegnato da momenti di vera tensione, che hanno addirittura portato a una grande frammentazione linguistica e alla creazione delle cosiddette lingue pidgin, come è accaduto per esempio in Nigeria, dove la lingua istituzionale, l’inglese, è comunque affiancata da una serie di vernacoli più o meno ufficiali e tuttavia molto usati dalla popolazione locale, tra cui è possibile citare il Nigerian Pidgin English. Gli scrittori nigeriani sono quindi molto spesso dei veri e propri bilingui, e questa loro doppia anima arriva poi a scontrarsi nelle loro opere.

Tale fenomeno è dovuto al fatto che i colonizzatori inglesi che sbarcarono in massa sulle coste africane a partire dalla metà del XIX secolo non portavano con sé solo fucili ed armi di ogni sorta che stupivano ed affascinavano le popolazioni locali, ma ovviamente anche la loro lingua. E proprio quest’ultima fu uno degli strumenti più potenti che gli esploratori britannici di ogni epoca ebbero a loro disposizione per portare a termine la loro opera di dominazione e sottomissione delle etnie autoctone di ogni nuovo territorio decidessero di conquistare, dato che nulla quanto una conoscenza linguistica è in grado di discriminare, o al contrario, elevare una persona all’interno della società in cui vive, soprattutto se consideriamo la relazione intrinseca che lega indissolubilmente il sistema culturale di una determinata nazione o società alla sua lingua. Questo principio di base si dimostra tanto più vero se ci soffermiamo ad analizzare il fenomeno della colonizzazione non soltanto attraverso una prospettiva storico-sociale, ma anche da un punto di vista linguistico.

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