La lingua dei segni

 Categoria: Le lingue

RIASSUNTO
L’obbiettivo fondamentale di questa ricerca è stato incentrato nella costruzione di una teoria individuale riguardo la Comunità sorda di Caracas, avendo come punto di partenza una narrativa che permettesse di penetrare negli immaginari simbolici che ha sviluppato in quanto gruppo linguistico minoritario, essendo la lingua dei segni la colonna vertebrale nella trasmissione dei valori, delle convinzioni e percezioni nell’ambiente in cui essi dominano. Una lingua con delle proprie caratteristiche che le conferiscono un marchio di differenza nella loro vita da sordi. Il metodo adoperato si colloca nel modello qualitativo della ricerca, con un approccio etnografico. Per quanto riguarda le tecniche per la raccolta di dati sono state impiegati il colloquio scrupoloso e l’osservazione partecipante.

Credo che nessuno ammetta davvero l’esistenza reale di un’altra persona. Può concedere che questa persona sia viva, che senta e pensi come lui; però ci sarà sempre un elemento anonimo di differenza, uno svantaggio materializzato…
Per noi gli altri non sono altro che un paesaggio e quasi sempre, un paesaggio invisibile di una strada sconosciuta.”

Fernando Pessoa

INTRODUZIONE
Tutt’ora la sordità è un fenomeno con molteplici facce che ci fa rendere conto della sua complessità. Non si suppone solamente da una prospettiva medica o educativa ma la sua comprensione va oltre ciò che è tradizionale, fino a costeggiare i limiti della natura linguistica, psicologica, antropologica, filosofica, etica, sociologica, culturale e politica. Insieme a questa intricata rete di relazioni compaiono gli sguardi dall’ottica dell’udente e da quella dei sordi. Tutto questo complicato scenario sottolinea i nodi gordiani che mostrano la necessità di continuare la ricerca di nuove interpretazioni, dal quale si origina l’essenza stessa dell’essere sordo.

Ciò che sembra essere certo è che quella dei sordi è una comunità particolare, a causa della presenza di una lingua e di una cultura con caratteristiche particolari. Da ciò nasce l’affermazione, esaustivamente comprovata, che costituiscono una minoranza linguistica, nella quale la lingua dei segni si eleva ad elemento legante che gli conferisce un’identità unica.

Con queste coordinate come bussola per orientarsi si intraprende lo studio qui contenuto. Questo significa penetrare in quel mondo di significati che hanno creato come gruppo linguistico, partendo da una narrativa tessuta su delle testimonianze, come attori principali della propria vita, nel possesso di una lingua con caratteristiche proprie, che le conferiscono una cosmovisione altrettanto unica.

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A cura di Rita Grillo
Interprete e traduttrice
Rivodutri (Rieti)