La lingua dei segni (9)

 Categoria: Le lingue

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Il miglior esempio di quanto è stato detto da Larrosa è il caso dei sordi che sono stati e continuano ad essere sottomessi a questa pressione sociale, tradotta in pressione esercitata a nome di una maggioranza imposta, quella che detiene il potere.

Tuttavia, dagli elaborati della linguistica post-strutturalista è stato avvallato il carattere della lingua naturale a quello della lingua dei segni e delle sue differenze rispetto a quelle orali, come: l’uso dello spazio con valore sintattico e topografico e la simultaneità degli aspetti grammaticali. Questi sono aspetti che denotano specifiche restrizioni sul tipo di modalità viso-spaziale e determinano una differenza sostanziale rispetto a quelle di tipo uditivo-orale. Da esso si deduce che “il linguaggio possiede una struttura alla base indipendente dalla modalità di espressione, che sia orale o gestuale” (Skliar, 1999: 64).

Cosicché la lingua orale e quella dei segni non costituiscono un’opposizione ma due canali diversi e ugualmente efficienti per la trasmissione e recezione del linguaggio. Di conseguenza i requisiti di arbitrarietà, creatività, produttività e quotidianità siano presenti nelle lingue dei segni oltre che nella caratteristica della doppia articolazione nella sua condizione di lingue naturali.

Per quanto riguarda il primo requisito, cioè l’arbitrarietà, si definisce “quando non esiste una relazione diretta tra significato e significante” (Rumbos, 2002:7). La produttività risiede “nelle risorse morfologiche che possiedono le lingue dei segni e che facilitano l’introduzione di nuove parole per codificare l’informazione introdotta di recente nello scambio culturale” (Oviedo, 2000:13).

Dall’altro lato per creatività si intende “il repertorio finito di elementi per l’elaborazione infinita di messaggi” (Rumbos, ob.cit: 9). In relazione alla doppia articolazione si afferma che è una delle qualità essenziali dei sistemi linguistici e stabilisce che le lingue siano composte da un efficiente sistema di unità organizzate in livelli complessi e seguenti di organizzazione che permettono, partendo da combinazioni regolari, di creare un numero potenzialmente infinito di significati a partire da un numero ridotto di unità di suono e senso.

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A cura di Rita Grillo
Interprete e traduttrice
Rivodutri (Rieti)