La lingua dei segni (3)

 Categoria: Le lingue

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Per intraprendere il percorso metodologico descritto sono stati selezionati gli strumenti propri di una ricerca etnografica come ad esempio: l’osservazione partecipante e il colloquio scrupoloso. Per quanto riguarda la prima, essa rappresenta il fulcro legato al cosa fare antropologico. Essa si può definire come “un periodo di interazioni sociali intense tra il ricercatore e i soggetti coinvolti” (Álvarez-Gayou, 2003:15). Durante lo svolgimento dello stesso, l’informazione che raccoglie i dati viene ricavata sistematicamente. Taylor e Bogdan (1987) riportano che gli osservatori devono penetrare personalmente nella vita delle persone e condividere le proprie esperienze. In tal senso, si presuppone l’accesso ai luoghi più comuni frequentati dalla comunità sorda di Caracas.

Per quanto riguarda il colloquio scrupoloso, è stato uno dei capisaldi a sostegno studio. Essa ha facilitato il captare le intenzioni, i sentimenti e i vissuti degli informatori attraverso la propria lingua come risorsa linguistica inestimabile. Allo stesso modo la lingua dei segni è emersa come il midollo nell’interpretazione della propria realtà di Sordi. È necessario sottolineare che in questa ricerca ci si è avvalsi della collaborazione di 3 interpreti della lingua dei segni venezuelana (LSV).

PARTECIPANTI
Gli attori di questo studio si sono adattati a un processo di selezione orientato sotto il cosiddetto campionamento teorico, proposto da Glaser e Strauss (1967). Si intende la raccolta di dati che permette di generare la teoria attraverso le fasi successive. In altre parole, si è pensato di cercare i partecipanti mano a mano che si elaborava la ricerca, come per i dati che emergevano, piuttosto che sulla base di un progetto pregresso.

Tale scelta quindi è stata inquadrata nella partecipazione degli attori più idonei che potessero offrire un’informazione preziosa in conformità con gli obbiettivi proposti; cioè dalle persone Sorde più rappresentative della propria comunità, quelli che potessero raccontare al meglio il proprio vissuto da Sordi.

In tal senso, i sordi partecipanti provengono da uno strato sociale che si può definire come privilegiato all’interno della propria comunità. Alcuni hanno terminato gli studi alla scuola primaria e al liceo, altri anche gli studi di livello superiore o sono prossimi a concluderli. Dall’altro lato, hanno impieghi stabili (alcuni legati all’area educativa); fanno uso della lingua dei segni, come lingua quotidiana; partecipano attivamente nelle associazioni per i sordi come direttori, apportando delle opinioni e soluzioni preziose a molti dei problemi più comuni; hanno accesso all’informazione e alla conoscenza; inoltre palesano piena coscienza e orgoglio verso la condizione di sordi.

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A cura di Rita Grillo
Interprete e traduttrice
Rivodutri (Rieti)