La lingua dei segni (2)

 Categoria: Le lingue

< Prima parte di questo articolo

PERCORSO METODOLOGICO
La ricerca elaborata è di natura notevolmente qualitativa, date le caratteristiche del suo oggetto di studio. Ciò rappresenta una realtà umana complessa come lo è la comunità sorda. Da ciò si proporrebbe un approccio interdisciplinare e multidimensionale al suo universo simbolico. A causa delle ragioni accennate, è stato utilizzato il metodo etnografico sostenuto dall’interazionismo simbolico. Esso ha comportato una confluenza nella struttura di referenze sia del ricercatore che del soggetto conoscitore. Significa generare un’interpretazione della realtà essendo sordi, come comunità linguistica nella quale si intercettano i suoi valori, credenze e conoscenze previe. Ciò viene esteso come mondo della vita, cosmi condivisi e ponte inter-soggettivo nel quale si costruisce un universo simbolico (Schutz, 2001).

È così che si entrano in uno stretto legame gli universi simbolici degli attori per interpretare e costruire una realtà singolare; un mondo della vita che si attiva e si rende palese agli Altri. Un mondo della vita proposto come “una realtà che modifichiamo attraverso i nostri atti e dall’altro lato modifica le nostre azioni” (pag.23).

Da questo prisma dell’intersoggettività è possibile solamente assimilare una realtà umana articolata e complessa come quella dei sordi. Da qui la fenomenologia affiora come l’orientazione filosofica più adeguata per interpretarla. Cioè “studia i fenomeni così come sono sperimentati dall’essere umano” (Sandoval Casilimas,1996). Dal punto di vista etimologico ciò che è importante è sviluppare ciò che è significativo per gli attori attraverso i sentimenti, le percezioni e il vissuto.

In questo modo Gadamer (1984) sostiene che i vissuti siano qualcosa di più immediato rispetto a un’esperienza momentanea, sarebbero legate all’intera vita delle persone. In altre parole è “una rappresentazione del tutto nel vissuto di ogni momento” (pag.105). In modo che “il vissuto è sempre il vissuto per ognuno”. Dal quale si stacca il concetto di vissuto come la base epistemologica per la conoscenza delle cose oggettive. In base a quanto detto precedentemente, emerge che questa ricerca ha permesso l’acquisizione di una visione a sostegno del vissuto che hanno avuto in quanto sordi e che ha costituito l’epicentro della teoria elaborata, essendo la lingua dei segni uno dei margini. In altre parole, la sfumatura fenomenologica proviene dal vissuto da sordi. La vita da sordi che viene raccontata da loro stessi.

Terza parte di questo articolo >

A cura di Rita Grillo
Interprete e traduttrice
Rivodutri (Rieti)