L’importanza delle lingue

 Categoria: Le lingue

Avete mai provato almeno una volta nell’arco della vostra vita a sentirvi come un “pesce fuor d’acqua”? Sì, la classica espressione utilizzata dalla maggior parte della gente comune per esprimere quella situazione di disagio dalla quale non sembra proprio facile uscire.
Bene, proprio grazie a quell’espressione io ho fondato lo scopo della mia vita. Ricordo, ancora ragazzina, i viaggi con la scuola in paesi tanto belli quanto così lontani da me.
Ricordo le gite fatte in Francia ai castelli (bellissimi eh) ma quanto era duro cercare di arrivare a fine giornata per poter finalmente chiudersi in camera, afferrare il telefono dell’albergo e chiamare finalmente casa. Ti rispondevano quel “pronto” in italiano che ti faceva sentire la vicinanza degli affetti e cosa ancor più bella l’essere capita e il poter capire e cogliere le sfumature della vita che ti circondava.

Così pensai dopo l’ultimo dei miei meravigliosi quanto difficili viaggi all’estero che non volevo più vivere in un mondo a metà.
Perché dico a metà? Semplice: sai l’italiano, conosci l’Italia, vivi in Italia, paese splendido, ricco di storia, di calore, ma quando raggiungi il confine e arrivi in terra straniera dove non sai né lingua, né usi, né costumi, come ti senti?
Capire qualche parola di francese, tedesco e inglese non basta per poter cogliere appieno l’essenza di ogni luogo, e così decisi d’intraprendere il magico studio delle lingue.
Già dal primo corso sembrò aprirsi davanti miei occhi uno scenario che non avevo mai visto. Mi sembrava di sentire attraverso quello studio nuovo ma tanto utile per capire e confrontarmi con gli altri, i profumi e i sapori di terre fino a quel momento a me sconosciute.

Dopo anni ed anni di duro apprendimento, di esperienza fatta sui luoghi per capire, imparare, ascoltare dalle culture diverse dalla mia, mi sentivo parte del mondo.
Sì, finalmente potevo dire a me stessa di essere nel mondo, poiché studiando le lingue potevo mettermi in gioco, metterle in gioco.
Lo stesso Rousseau, nel “Saggio sulle origini delle lingue”, spiega che il linguaggio serve innanzitutto per esprimere passioni e stati d’animo, proprio quei sentimenti che sarebbe paradossale manifestare senza capire.
Mi servo dunque di questo incantevole strumento per arricchire giorno dopo giorno la mia biblioteca interiore. Ciò mi consente di vivere al meglio la vita e di chiudere nel baule delle esperienze quanto di più possibile si possa.
Ora viaggio, visito posti bellissimi ma non mi sento più quel “pesce fuor d’acqua” che solo semplicemente per comprare una cartolina da spedire a casa doveva fare uno schizzo su un foglio di carta per farsi comprendere.
Le mie lingue mi permettono una comprensione chiara e corretta di ciò che mi circonda, anche di fatti politici, religiosi e culturali di paesi lontani ma pur sempre così vicini.