Il sorabo – una lingua dimenticata

 Categoria: Le lingue

In uno dei suoi articoli brevi ma pungenti, lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano citò una statistica: “Ogni due settimane muore una lingua.”

Quando noi europei pensiamo alle lingue in via di estinzione, il nostro pensiero va in automatico verso le numerose lingue dei continenti che in passato subirono la colonizzazione – le lingue amerindie, tanto diverse tra di esse che spesso nonostante la vicinanza geografica appartengono a famiglie linguistiche differenti, o le lingue delle tribù africane. Tuttavia nemmeno il Vecchio continente sfugge a questo fenomeno pressante. Si pensi all’uso sempre più limitato di alcuni dialetti italiani.

Più a Nord, nel cuore d’Europa, sopravvive un’antica lingua slava – il sorabo o serbo-lusaziano. Nella classificazione delle lingue slave appartiene al gruppo delle lingue slave occidentali, insieme al ceco, allo slovacco e al polacco. A differenza delle altre tre però non gode dello status di lingua ufficiale di nessuno stato, il che fa di essa una realtà pressoché sconosciuta. La sopravvivenza è resa ancora più difficile dal fatto che la piccola isola linguistica si trova circondata da un territorio di lingua non slava, nelle regioni tedesche del Brandenburgo e della Sassonia.

Le origini della minoranza linguistica sono da cercare nell’epoca alto-medievale quando la storica regione della Lusazia fu ampiamente insediata da popolazioni slave. Nel corso della storia i sorabi sopravvissero a molte avversità, tra cui anche il regime nazista che di fatto proibì l’uso della lingua soraba e perseguitò i membri dell’etnia con carcerazioni e reclusioni nei campi di concentramento. Secondo le stime, i parlanti del sorabo oggigiorno sono circa 20 000. In realtà si tratta di due varietà di lingua – il sorabo superiore e il sorabo inferiore, la seconda delle quali particolarmente minacciata dall’estinzione, con poco più di 6000 parlanti attivi, concentrati nella zona attorno alla città di Cottbus.

La politica attuale della Germania è favorevole alla minoranza, ai sorabi viene concessa la scolarizzazione nella loro lingua madre e l’utilizzo della stessa nelle istituzioni locali. Sono presenti cartelli stradali bilingui e i due Bundesländer coinvolti stanziano somme di denaro per la promozione della cultura soraba. Tuttavia non è semplice preservare le tradizioni di una comunità di dimensioni così piccole, a contatto talmente stretto con un’altra cultura egemone. Il pericolo è rappresentato anche da fattori socio-economici: la zona soffre di forte livello di disoccupazione che causa l’esodo della popolazione, in particolar modo dei giovani, al di fuori dell’area linguistica soraba, con il conseguente rischio di inclinare verso l’uso prevalente del tedesco. Inoltre, negli anni passati, interi villaggi sono stati distrutti per le attività estrattive delle miniere di carbone e i loro abitanti spostati altrove. A ciò si aggiunge la bassa natalità tipica di tutte le popolazioni europee.

Malgrado le condizioni non favorevoli, la cultura soraba resiste e si nutre anche di manifestazioni popolari molto vive. Vengono stampati giornali e libri in sorabo e sulla scena musicale alternativa appaiono autori che scelgono di esprimersi in sorabo. Certo sarà difficile, se non impossibile, invertire questa tendenza del mondo alla globalizzazione, di cui la progressiva omologazione linguistica costituisce solo uno degli aspetti. Ad ogni modo, è necessario impegnarsi per tutelare l’immenso patrimonio che ogni singola lingua rappresenta per l’umanità.

Autrice dell’articolo:
Stanislava Sebkova
Traduttrice freelance IT,DE,EN>CZ
Firenze