Il serbo-croato: nascita e declino

 Categoria: Le lingue

Il serbo-croato, in lingua originale ‘srpsko-hrvatski’, è una lingua dalla storia complessa e travagliata, proprio come quella delle terre dove ha origine.

Inizialmente, verso il VII secolo d.C., le popolazioni delle terre slave parlavano una lingua comune, detta ‘paleoslava’, dal complesso alfabeto glagolitico. Col passare dei secoli però, le varie lingue del ceppo slavo iniziarono lentamente a diversificarsi, (soprattutto il macedone e lo sloveno, che rimarranno fino ai giorni d’oggi delle lingue a sè stanti), a subire le influenze dei territori vicini e ad assumere connotati diversificati. Furono rilevanti le influenze dei Bizantini e dell’Impero romano, come anche quelle dei paesi limitrofi (Bulgaria, Romania, Albania).

Nel IX sec. d.C., i fratelli Cirillo e Metodio danno vita a quello che viene detto ‘slavo antico’, ‘slavo ecclesiastico’, che diventa lingua letteraria. Ma già prima di Cirillo e Metodio, la lingua si sviluppava, pulsava, viaggiava per le terre balcaniche sulle bocche delle popolazioni attraverso le parlate locali e dialettali, utilizzate per tramandare leggende, miti e tradizioni, racconti epici che sarebbero diventati, nei secoli a venire, le fondamenta della florida letteratura serbocroata.

Le varianti parlate sui territori delle attuali Serbia, Croazia, Bosnia ed Erzevogina e Montenegro erano tuttavia abbastanza simili, con alcune varianti geografiche: nacquero  tre dialetti distinti, detti ‘kajkavo’, ‘stokavo’ e ‘cakavo’. La suddivisione si basava sulla forma che, nelle tre varianti, assume la domanda ‘che cosa?’, che nell’area di Zagabria si rende con il ‘kaj’, nell’area della Dalmazia si rende con il ‘ca’, mentre nei territori di Serbia, Bosnia e Montenegro si rende con ‘sto’. Il dialetto stokavo inoltre, subì un’ulteriore suddivisione legata alla pronuncia dell’antica vocale ‘jat’, che dipendentemente dall’area veniva (e viene) pronunciata come ‘e’ (‘ekavo’), ‘i’ (‘ikavo’), o ‘je’ (‘jekavo’).

Nel corso del XVII e XVIII sec. d.C, con i poeti e romanzieri della Controriforma, si manifesta lentamente il desiderio di una reale unificazione linguistica.

Nel XIX sec. nasce infatti il movimento degli ‘Illiri’, il cui massimo esponente croato era Ljudevit Gaj, mentre in Serbia il movimento fu portato avanti soprattutto da Vuk Karadzic, che viene infatti considerato l’effettivo fondatore della lingua serba e che basò la lingua serbo-croata su un’unica, semplice regola: ‘Scrivi come parli, leggi come è scritto’. Nel 1851 fu stipulato l’accordo di Vienna, che garantiva la standardizzazione della lingua serba e la conformazione all’alfabeto cirillico.

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